La Nuova Ferrara

La Ferrara di una volta scoperta con le strade

La Ferrara di una volta scoperta con le strade

Viaggio nei luoghi del centro storico con vie come cul di Luca, delle Pettegole, del salaro, dell’orso e strada dei fasoli

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Non v’è niente di nuovo sotto il sole, così come i problemi riguardanti cultura e, teatro dei quali, già discorreva ampiamente, Benedetto Marcello, nel suo “Teatro alla Moda”, datato 1720. Un divertente percorso, tra il nome delle antiche vie del centro storico, ricostruisce un ambiente che, in ogni tempo e luogo, assomiglia alla nostra quotidianità, nella quale, nonostante migliaia di leggi e, l’invito a tener pulito l’ecosistema, da parte dell’uomo vi sono continue dimenticanze, le quali, non permetteranno ai suoi discendenti d’abitare in quello che i greci definivano paradeisos. Ferrara, è proiettata nelle alte sfere dell’arte. Sono infatti le proposte che, ancora oggi offre a farle percorrere l’elucens, ossia la via splendente segnata dagli Estensi. È noto che i signori vantassero uno dei maggiori ‘palcoscenici’ dell’Europa allora conosciuta. Qui eccellenze d’ogni campo esibivano la loro ars nella magica urbe, oggi patrimonio dell’Umanità, la cui Università sorse sul declino di quella bolognese.

Secondo lo storico Tiraboschi, Ferrara ospitò Copernico, Guicciardini, Bembo, Guarino, Falloppio e fu rinomata nel mondo intero, ma alcune difficoltà che sussistevano durante il dominio Estense oggi sono rimaste e… l’uomo, non ha imparato dai suoi errori.

Dagli appellativi strani e, volgari, delle antiche vie si può ricostruire un quadro chiaro di com’era articolata la vita dei suoi abitanti. Nonostante alcuni di loro appartenessero a nobili famiglie, dovevano forzosamente attraversare i luoghi di malaffare, per raggiungere le dimore dei signori. In effetti, il lavoro degli esecutori della legge era pesante, proprio perché prostitute e malandrini, albergavano nelle adiacenze delle dimore patrizie. Oggi molte vie intitolate a personaggi illustri che hanno fatto la storia vengono trascritte, sulle tabelle stradali, omettendo la lettera maiuscola… refuso??

Sono poche le vie nel centro storico che hanno mantenuto, l’antico nome, come via Aldighieri, situata nella parte più antica della città, dove si erge la Chiesa di San Biagio, nella cui cripta sono custodite le spoglie degli antenati del Sommo Poeta (per ulteriori informazioni vedere “Santa Maria Nuova e San Biagio, una chiesa tra storia e leggenda” di Paolo Fioravanti e Italo Marzola).

Ed ora anche qualche risata…per quelle vie che oggi sono chic:

Vicolo asinara - vicolo Agucchie; via cacarusco o cacciarusco - via Alberto Lollio, ove si radunavano i rifiuti del circondario; via ariabuona - via Arianuova; strada del pollaio - via Ariosto; via del gamberetto, pescatori di crostacei; strada dell'inferno - Via Bonporto, postriboli; via della tromba - via Cammello; via cantarana, le rane di questi fossati divennero famose; via della lupa - via Carbone, postriboli; via letamai, alla destra del Castello, termina in via della luna; piazzetta pollaioli - piazzetta Castello; via della staffa - via e vicolo del gambero, meretrici; via dei 4 ladroni - via del gambone, gestori d’attività commerciali che chiedevano cifre molto superiori al valore degli oggetti che vendevano; via del salaro - via Ghiara, depositi di sale; via gorgadello, aveva depositi delle acque; via dell’orso - via Gusmaria, veniva tenuto in gabbia un orso; via cul di Luca - via dei Lucchesi; via spedocchiamantile - via Mascheraio, i vestiti sudici dei poveri, venivano spidocchiati, sbattendoli dalla finestra, in seguito vennero prodotte le maschere per le feste che si tenevano in città; via cul di pozzo - via Mortara; via mozzina - Via Muzzina, strada delle donne allegre, di incerta onestà; via ocaballetta, venivano lavorate le corna, raccolte nell'attiguo campo, dai resti della macellazione; via del dolore, del travaglio - piazzetta Porta Reno, finivano miseramente i rei sulla gogna posta su un palco, qui il colpevole con un cartello appeso al collo recante il motivo della pena, veniva lasciato alle intemperie e allo scherno dei passanti; via praisolo, si praticavano scherma e pugilato; via della quaglia, rimase un luogo scostumato, un lupanare, per molti secoli; strada dei fasoli, all’ora di compieta con una campava (detta ‘fasolara’)s’annunciava la razione di fagioli; via Romiti - via bordelletto, ci pare chiaro ma, anche via dell’inferno, per le varie situazioni che si erano venute a creare e avevano rivoluzionato il ‘credo’ della Ferrariae del 1200 quando i catari erano guidati da Armando Pungilupo, venerato prima come Santo poi arso come eretico; via della bella donna - corso Biagio Rossetti; via cul di sacco - via sacca; vicolo cul di scimia - vicolo sguazzadori; via delle tettine - via teatini, si praticava la gogna e la mostra delle poppe prorompenti di una signora; via gatta marcia - via Vittoria, era un putridume nel quale venivano gettati gli animali morti; vicolo del diavolo - vicolo del Chiozzino - via del turco, vi risiedette il noto mago; volto del naso di legno o malpaga, in questo postribolo venivano raggirate le ‘lavoranti’; per via ‘del voltino’ ci hanno riferito un epiteto assai ordinario... ma è meglio non riportarlo.

Mirella Golinelli

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