I Pink Floyd in latino sono pronti per la storia
È finito “Occultae luna pars”, traduzione del mitico disco “The dark side of the moon”. Di Cristoforo: «Sogno che si avvera»
di Davide Bonesi
N. icola di Cristoforo non sta nella pelle. Il grande giorno, anzi, uno dei grandi giorni, si avvicina. Il ‘nostro’ professore mercoledì 10 settembre, alle 17, alla Biblioteca Ariostea presenta Occultae luna pars, ovvero la versione in latino (dire latina si penserebbe a samba o cose del genere) del mitico The dark side in the moon, uno degli album più venduti della storia, realizzato nel 1973 dai Pink Floyd. La versione latino-ferrarese, a firma della band laziale Fint Floyd (prodotto da ArteeCarta), doveva uscire in questi giorni, ma per evitare ‘conflitti’ con il nuovo album dei Pink Floyd (quelli veri, ma senza Roger Waters) in uscita ad ottobre il tutto slitta a novembre. Certo, pensare ad una concorrenza tra le due opere pare eccessivo, ma ricordiamo che di Cristoforo ha ricevuto l’ok direttamente dai Pink Floyd originali, con tanto di comunicazione della Warner.
«Poco male, in fondo quello che conta - ci dice di Cristoforo - è che il mio sia l’unico, fra gli otto progetti presentati nel quarantesimo anniversario del disco originale, approvato dai Pink Floyd. A novembre ci sarà l’uscita del disco, che avrà una copertina su base blu con una scritta, imitando quello che era l’album originale del ’73. Poi, il 29 novembre, alla Sala Estense saliranno i Fint Floyd per presentarlo integralmente al pubblico ferrarese».
Prima però c’è la presentazione all’Ariostea, nella quale sono annunciate sorprese.
«Non posso svelarle tutte, ma di sicuro mostreremo il video di 6 minuti a cartoni animati regalatoci da una casa di produzione di Basilea, posso assicurare che è stupendo. Inoltre, al mio fianco ci sarà Giancarlo Rossi, architetto di Milano in pensione che è socio dell’associazione Vivarium Novum di Roma: in pratica fra loro parlano solo latino e durante la presentazione farà da traduttore simultaneo per il pubblico. Poi ci sarà un gruppo di ballerini ed anche i ragazzi del Roiti, perché come conseguenza del disco stiamo avviando un progetto scolastico all’interno del liceo».
Un esperimento che è piaciuto, sarà fine a se stesso?
«No, sto già facendo tradurre in latino gli album The wall e Wish you were here, coinvolgendo anche la scuola. I Pink Floyd sono perfetti, perché i loro testi sono contemporanei».
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