La Nuova Ferrara

De André porterà a Ferrara la “Via dell’amore”

De André porterà a Ferrara la “Via dell’amore”

Il cantautore nel quartiere fieristico la prossima settimana «C’è bisogno di poesia e bellezza: il cibo dell’anima»

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Sarà Cristiano De André il primo ospite di “(Di)versamente in Musica Festival”, la tre giorni di concerti che si svolgerà la prossima settimana (giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13) all'interno del quartiere fieristico di Ferrara. L'evento è organizzato dalla Lega nazionale disabili in collaborazione con Rocknrolla. Questo appuntamento vuole coinvolgere nomi e generazioni diverse del panorama musicale italiano. Dopo Cristiano De André sarà infatti la volta dei 99 Posse e dei Modena City Ramblers. Il ricavato delle serate verrà devoluto in beneficenza. In attesa dell'inizio del festival, ecco De André impegnato nel “Via dell'amore vicendevole - Tour live 2014”. Il cantautore, reduce dal successo di “Come in cielo così in guerra”, suo ultimo lavoro discografico, ha concesso alla Nuova questa intervista.

Due tour molto ravvicinati tra loro. Come cambia la scaletta di questo concerto?

«Porto sul palco i miei successi e i brani del mio ultimo album. Inoltre, abbiamo pensato di inserire anche alcuni capolavori di Fabrizio (De André, ndr) che si addicono allo spirito di questo live. Volevo mescolare le carte, volevo qualcosa di diverso, e ho immaginato questa nuova serie di concerti come un viaggio nella poesia e nella bellezza. Penso che ci sia bisogno di cibo per l'anima».

Spesso ha suonato le canzoni del padre, racchiudendole poi anche in due album dal vivo. Le tracce che ha scelto di inserire hanno un significato particolare per lei?

«Sul palco porto un insieme di mie storie, esperienze vissute in questi anni e la convinzione che dobbiamo tornare a pensare con il cuore e non con i calcoli. Le canzoni di Fabrizio che eseguirò le ho scelte perché penso siano splendide da portare in giro e condividere. Quello che voglio trasmettere è l'importanza di stare insieme, darci una mano a vicenda; basta con la legge del più furbo. Se siamo messi come siamo è perché arriviamo da quarant'anni di scelte altrui: ora dobbiamo esser noi a prender ciò di cui abbiamo bisogno».

A inizio degli anni ’80 lei suonava con i Tempi Duri, poi la storia è finita. Non ha mai pensato a una reunion?

«Francamente no. La storia tra noi si è chiusa e quando i matrimoni si spezzano non si riescono a rimettere insieme».

È passato poco più di un anno da “Come in cielo così in guerra”, sta già lavorando a qualcosa di nuovo?

«Sì, qualcosa da fare c'è sempre - sorride -; sto già iniziando a lavorare al nuovo album ma anche ad altri progetti non strettamente discografici…».

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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