“Donne ebree dell’Italia unita Una storia per immagini”
Oggi pomeriggio alle 17 inaugura, nel salone d’Onore del Palazzo municipale, la mostra “Donne ebree dell’Italia unita - una storia per immagini”. La curatrice Paola Mortara, anche responsabile dell'ar...
Oggi pomeriggio alle 17 inaugura, nel salone d’Onore del Palazzo municipale, la mostra “Donne ebree dell’Italia unita - una storia per immagini”. La curatrice Paola Mortara, anche responsabile dell'archivio fotografico Cedec, ha presentato la mostra: «Il ruolo della donna nella cultura ebraica era fondamentale - ha spiegato - sia all’interno della famiglia, sia fuori dall’ambito domestico, e questo si nota anche dal fatto che la religione ebraica si tramanda per via matriarcale». Ogni ragazza ebrea riceveva fin da piccola un’istruzione, sapeva leggere e scrivere, e la superiorità del genere femminile rispetto alle altre religioni è da considerarsi soprattutto dal punto di vista culturale. Soprattutto il XX secolo fu un’epoca in cui la donna ebrea, imbevuta degli ideali risorgimentali e di amore della patria cominciò a farsi promotrice di lotte sindacali e di emancipazione femminile, continuate fino ai giorni nostri. Folta la schiera di donne scrittrici e letterate, forse per la consuetudine diffusa fra gli ebrei di tenere diari, dalle cui pagine sono nati romanzi, libri per l'infanzia, raccolte di ricette e molto altro. «La mostra è nata come celebrazione dei 150 anni d'Italia - ha continuato Paola Mortara - e abbiamo pensato di rappresentare la storia di una “minoranza al quadrato”, quella ebraica e quella femminile. Essendo responsabile di un’archivio fotografico, ho scelto le immagini per far luce su questa piccola parte di mondo». L’esposizione si presenta come una carrellata di fotografie, divise in sezioni in ordine cronologico: la prima rappresenta momenti di vita familiare, di cui la donna resta comunque figura centrale in ogni periodo storico, passando per il settore dell’educazione e dell’insegnamento, e la rappresentazione di diversi altri mestieri. Non poteva mancare una parte dedicata alle persecuzioni. L'ultima sezione è dedicata al passaggio generazionale delle tradizioni, di cui ogni donna è depositaria: «C'è chi si è liberato totalmente della cultura ebraica - ha concluso la curatrice della mostra - ma molto spesso anche le persone più integrate nella società conservano un legame con il proprio passato e la propria tradizione».
Irene Lodi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
