La Nuova Ferrara

Donna Sapiens, confronto sulla figura femminile

Donna Sapiens, confronto sulla figura femminile

Molti interventi qualificati ieri mattina alla Sala degli Stemmi in Castello L’evento si è concluso con un dibattito nel pomeriggio alla biblioteca Ariostea

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È stato il sindaco Tiziano Tagliani a tagliare simbolicamente il nastro della Giornata Europea della Cultura Ebraica ieri mattina, inaugurata nel Salone degli Stemmi del Castello Estense. Donna Sapiens, non a caso tema centrale della Giornata, come ha sottolineato il presidente UCEI Renzo Gattegna, poichè la questione di genere oggi distingue i paesi civilizzati e dedicare un momento specifico a una minoranza nella minoranza, le donne ebree, è un modo per esprimere un messaggio di consapevolezza e apertura, in una società che si deve basare sulla pacifica convivenza e la reciproca accettazione. Il rabbino capo della comunità ebraica ferrarese Luciano Caro ha portato in conferenza stampa il contributo religioso, dando un'interpretazione innovativa e originale della Creazione: «Secondo la Bibbia la donna è stata creata da una costola di Adamo - ha spiegato il rabbino - ma questo non deve essere interpretato come una sottoproduzione dell'uomo: anzi, Dio con la donna ha perfezionato e migliorato la sua opera». Il saluto affettuoso del ministro Franceschini alla sua Ferrara è stato invece riportato da Francesca Barracciu, sottosegretario al Ministero dei beni culturali, che ha dichiarato l'importanza dell'azione politica nel recupero e nella valorizzazione del ruolo femminile, «Le donne devono aiutare l'Italia a uscire dalla crisi, sono energie, potenzialità e ricchezza messe da parte. Le donne nei secoli sono state muse e ispiratrici per pittori, poeti e artisti, ma quando hanno avuto l'opportunità - ha dichiarato la Barraccio - sono state anche capaci di creare», evidenziando come si debba fare tesoro di queste manifestazioni culturali, perché il pericolo discriminatorio è sempre in agguato, ed è dall'ignoranza che deriva il razzismo. Ester Silvana Israel, presidente dell'associazione Donne Ebree d'Italia, ha raccontato come l'impegno della comunità sia negli ultimi anni improntato sulla multiculturalità, sempre con uno sguardo alla figura femminile. Un ruolo decisivo e incisivo anche secondo il professor Michele Sacerdoti, a capo della comunità ebraica ferrarese: "la donna è sempre stata determinante nella storia ebraica: in ogni momento importante è stata una presenza fondamentale, fin da Eva». E poi, l'intervento del ministro all’istruzione Stefania Giannini: l’'Italia e l'Europa hanno vissuto un passato di difficoltà e leggi razziali, ma il compito più arduo ora, secondo il ministro, è assicurare alle nuove generazioni un "mai più", ricordare è importante ma non sufficiente. «L'istruzione è parte fondamentale nel percorso di autoaffermazione della donna, fin da bambina è la scuola il luogo dove può trovare dignità e crescere in una delle forme più nobili di emancipazione». Rita Levi Montalcini, Marie Curie, Hannah Arendt sono solo alcuni dei perosnaggi citati dal ministro, che tiene però ad omaggiare tutto l'universo femminile, soprattutto quella parte di donne che rimane nell'anonimato, dando però un contributo essenziale alla storia. Nel pomeriggio di ieri si è poi svolto il convegno Eshet Chàil. Una donna di valore chi la può trovare? nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea, con la partecipazione di esperti quali Elena Loewenthal, Elisabetta Traniello, Luciano Caro, Elisabetta Gnignera, Anna Dolfi e Gianfranco Di Segni, introdotti e moderati dal vicesindaco Massimo Maisto.

Irene Lodi