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Fra due anni un altro pezzo dell’ex carcere sarà Museo

Fra due anni un altro pezzo dell’ex carcere sarà Museo

Presto, tra ottobre e novembre, inizierà la demolizione del ferro di cavallo, come viene denominata un’ala del Meis, quella di sinistra entrando da Rampari S. Paolo. Poi quasi a ruota, con l’anno...

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Presto, tra ottobre e novembre, inizierà la demolizione del ferro di cavallo, come viene denominata un’ala del Meis, quella di sinistra entrando da Rampari S. Paolo. Poi quasi a ruota, con l’anno nuovo, partiranno i lavori del primo lotto per ristruttrare il corpo di fabbrica (9,8 milini di euro l’investimento) che costituiva l’essenza del vecchio carcere e trasformarlo in luogo idoneo a ospitare mostre temporanee e aule didattiche. È Carla Di Francesco, dirigente regionale dei Beni culturali, per antonomasia la sovrintendente, a dispensare notizie alle due rappresentanti del governo. Il presidente del Meis Riccardo Calimani la interrompe: «Architettto Di Francesco, lei ci deve dire quando finiranno i lavori». Un paio d’anni. «La data precisa, si sbilanci». Il tono è bonario e incisivo al tempo stesso. «Direi settembre 2016. Se tutto va per il meglio».

La data è importante perchè quando questo stock dei lavori sarà ultimato il Meis potrà davvero considerarsi un museo, un luogo dove svolgere attivittà culturali di interesse scientifico e di richiamo turistico. Anche se - fatti i lavori - bisogna reperire risorse per il funzionamento del Museo nazionale. Che per essere completato - secondo avveniristico lotto - ha necessità di altri 24 milioni. Per ora l’unica parte sistemata è la palazzina che si affaccia su via Piangipane.(m.p.)

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