La Nuova Ferrara

la visita della Ministra e della sottosegretaria

Il Meis affascina, ma servono altri 24 milioni

Il Meis affascina, ma servono altri 24 milioni

Giannini: «Progetto straordinario». Barracciu: «Reperiremo le risorse dai fondi europei»

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«Ecco, questo sarà l’ingresso del Meis» dice la sovrintendente Carla Di Francesco. Negli occhi del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e della sottosegretaria ai Beni culturali Francesca Barracciu - accompagnate a vedere il Meis - traspare stupore e incredulità.Uno sente parlare del Museo nazionale dell’Ebraismo e della Shoah e qualcosa s’immagina. Ma l’impatto con il nascente Meis è tremendo se lo si abborda da Rampari S. Paolo: il cancello si apre su un imponente edificio, così spoglio e scrostato che nemmeno la più fervida fantasia può concepire come possa un giorno tramutarsi in una struttura agile e elegante, in un gioco di spazi da arredare con la memoria viva della cultura ebraica italiana e con la rievocazione degli oltraggi che la volevano estirpare annientando tutto, cose e persone.

L’architetto Carla Di Francesco - e con lei Riccardo Calimani, presidente del Meis, e il vicesindaco Massimo Maisto, ma anche Renzo Gattegna, presidente dell’Unione comunità ebraiche italiane - ben conoscono questo effetto e sanno come accendere la visione di quel che sarà. Aiutano le parole: «Qui fra poche settimane demoliamo, in questo edificio troveranno posto le mostre temporanee, all’ultimo piano ci sarà il museo di bimbi, 400 metri quadri di aule didattiche...». E aiutano le immagini del progetto disseminato lungo il tragitto. In fondo al lungo corridoio che separa le celle dei detenuti di Piangipane calimita l’attenzione il plastico del Meis. Ora gli occhi del ministro e del sottosegretario riflettono curiosità e coinvolgimento: scrutano il plastico, lo indagano, fanno domande, raccolgono informazioni. Barracciu chiede: una volta finito il primo lotto quanto serve ancora? 24 milioni è la stordente risposta. Domanda alla sottosegretaria. Che dirà al ministro Franceschini? «Il ministro è a conoscenza del progetto, questa è anche una sua creatura. Gli ribadirò l’importanza di andare avanti con i lavori. Dobbiamo assolutamente prevedere le risorse per il completamento di questo luogo straordinario per Ferrara, per l’Italia e per l’Europa. Dobbiamo puntare ai fondi europei, credo che sia questa la strada giusta».

Il ministro Giannini si congeda così: «Dirò a Franceschini che deve essere orgoglioso di questo progetto del Meis, è affascinante anche l’idea che c’è alla base, un luogo di prigionia fisica che diventerà testimonianza di libertà intellettuale».

Marcello Pradarelli