La Nuova Ferrara

La dittatura dello spread sull’economia

La dittatura dello spread sull’economia

Sta per uscire il nuovo libro di Alessandro Somma, docente di diritto comparato

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“Che per salvare il mercato si sacrifichi la democrazia, non è certo una novità. È accaduto nella prima metà del Novecento, quando la richiesta di una mano visibile che sostenesse l’ordine economico, e imponesse a monte la necessaria pacificazione sociale, ha prodotto l’esperienza fascista”.

Il parallelismo tra il secolo scorso e la contemporaneità esce dalla penna di Alessandro Somma, docente di diritto comparato al Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Ferrara e commentatore del nostro quotidiano, che per la casa editrice DeriveApprodi sta per pubblicare in questi giorni La dittatura dello spread. Germania, Europa e crisi del debito. Nell’analisi di Somma circa le politiche continentali, da un lato si impone il pareggio di bilancio e si impedisce l’indebitamento senza condizioni, dall’altro si concedono prestiti solo a chi in cambio riduce la spesa sociale, privatizza il patrimonio pubblico, liberalizza i servizi e precarizza il lavoro: è in questo modo che si sta procedendo alla costruzione dell’unità europea. Senza coinvolgere i parlamenti e dunque nel disprezzo della democrazia, sacrificata per assecondare i mercati.

“In tutto questo - scrive Somma nell’introduzione -, la Germania ha rivestito e riveste un ruolo fondamentale, innanzi tutto come centro incaricato di disciplinare l’integrazione europea e di individuare i dati macroeconomici di riferimento. Un tempo si privilegiava la sostenibilità delle bilance dei pagamenti nazionali, ma ora, con l’economia tedesca in forte surplus, le cose sono cambiate: tutto ruota attorno al contenimento del deficit e del debito pubblico a presidio di un’unione monetaria ossessionata dal controllo sull’inflazione”.

In definitiva, il libro di Somma ricostruisce il percorso che ha condotto all’attuale costruzione europea, offrendo interpretazioni utili a comprendere la matrice politica e l’ispirazione ideologica di quanto appare come l’ennesima tappa di uno scontro immanente tra capitalismo e democrazia.

“Continuiamo insomma a subire la dittatura della spread - scrive ancora l’autore nell’introduzione del volume -. I livelli bassi indicano solo che stiamo vivendo un periodo di pax finanziaria, pronta a incrinarsi se l’ortodossia richiesta dai mercati non riceve avalli incondizionati: se la democrazia non accetta di ridurre il suo perimetro in funzione delle necessità di riforma del capitalismo”.

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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