Il ragazzo d'oro di Pupi Avati
Dramma nel nome del padre con Riccardo Scamarcio e Sharon Stone
Un ragazzo d'oro
Un film di Pupi Avati. Con Riccardo Scamarcio, Sharon Stone, Cristiana Capotondi, Giovanna Ralli, Cristian Stelluti. Drammatico, durata 102 minuti - Italia, 2014.
di GIAN PIETRO ZERBINI
Nel nome del padre, alla ricerca ossessiva di misteri che vengono dal passato e con un presente che sembra ossessivo e convulso. Pupi Avati ritorna al genere drammatico con una storia che ha le sue radici nel conflittuale rapporto tra un padre e un figlio, con quest’ultimo a volersi confrontare con questo legame fallimentare dopo la tragica morte del genitore. Sensi di colpa, ansia, depressione, pervadono la mente di un giovane scrittore che si trova a dover scrivere il romanzo della vita, nel tentativo di ultimare l’opera che il padre non era riuscito a fare. Quel passato oscuro che ritorna sembra ricordare certi frangenti di alcuni film passati dove compariva anche un buona dose di suspense come l’emiliano “La casa dalle finestre che ridono” e il più recente americano “il Nascondiglio”. Il grande regista, che ha superato il traguardo dei 75 anni e dei 46 film tra cinema e tv, ci mette molto mestiere: dalle inquadrature ad effetto alla costruzione dell’intrigo, ma il film alla fine sembra perdersi imprigionato dalla presenza forse troppo ingombrante di Sharon Stone al suo debutto italiano, femme fatale dai tempi di “Basic Instinct”, che fatica a staccarsi da questo cliché di donna piena di fascino e mistero. Il protagonista Riccardo Scamarcio deve confrontarsi questa volta con un ruolo fragile, complesso, camaleontico al punto che in certi frangenti ricorda esteticamente il miglior Giannini diretto dalla Wertmuller. L’impressione è di trovarsi ai titoli di coda con qualcosa di incompiuto.