Dimensione senza tempo e profumo d’arte
Spettacolo in latino al Museo Archeologico: vogliamo fare in modo che questa lingua non si dimentichi
«Anche il latino fa parte del nostro patrimonio culturale e non potevamo onorare meglio di così le Giornate Europee del Patrimonio»: Caterina Cornelio, direttrice del Museo Archeologico, commenta con queste parole l’iniziativa di sabato scorso al Museo, dedicata alla divulgazione di una lingua antica e ai valori sempre attuali che si possono incontrare leggendo un testo classico. La scelta del “Canticum Canticorum Salomonis” come evento serale ha infatti rispecchiato appieno gli obiettivi e le finalità di una delle più importanti manifestazioni d'Europa dedicate ai beni culturali. Lo spettacolo, prodotto da Nicola Di Cristoforo (editore di Agendae Res) e messo in musica da Claudio Castellari, ha visto la partecipazione delle ragazze del Gruppo di Danza Antica di Villadose, un corpo di ballo di fama internazionale che si propone di fare danza “sperimentale”, ricostruendo antiche atmosfere. I brani interamente in latino, interpretati da Rino Conventi e Donatella Farina, hanno trasportato il pubblico in una dimensione senza tempo, dove Lui e Lei si scambiano parole di devozione e canti nuziali, proiettandosi verso un amore che è l’unica cosa in grado di riportarli all'originario legame con il creatore. «Noi non vogliamo insegnare il latino - spiega Di Cristoforo - vogliamo solo fare in modo che non lo si dimentichi». Il sogno dell’editore, che sta procedendo con il progetto “Occulta Lunae Pars” (The Dark Side of the Moon), dopo aver ricevuto i diritti da parte dei Pink Floyd, è quello di portare spettacoli musicali nella lingua dei nostri antenati nei più grandi teatri della cultura greco-romana d’Italia. Alle 22, dopo lo spettacolo, Caterina Cornelio, assieme ai funzionari Mario Cesarano e Chiara Guarnieri, ha accompagnato i visitatori attraverso le sale del Museo raccontando le molteplici storie raccolte all'interno di Palazzo Costabili. Su questa linea del tempo, che si estende dalla fondazione di Spina all’epoca rinascimentale, si inserisce il percorso dedicato a Ferrara al tempo di Ercole I, con i materiali provenienti dai recenti scavi nel centro storico. La visita alla mostra sabato è stata condotta dalla dottoressa Guarnieri, che ha diretto gli scavi e ha curato l'allestimento dell'esposizione. Ecco un altro Patrimonio che vale le pena di conoscere prima della chiusura della mostra prevista il 28 settembre.
Eleonora Poltronieri