Giglio, il sindaco-artista della gente
A Comacchio mamma e moglie di Zarattini hanno inaugurato la mostra. Fabbri: «Più linfa ai musei»
Sembrava proprio che Giglio Zarattini fosse lì ieri pomeriggio tra i suoi cari, in mezzo ai suoi concittadini, che in gran numero hanno partecipato all’attesissima inaugurazione della mostra voluta nel decennale della scomparsa, nel settecentesco ex-ospedale degli infermi.
«Non è facile parlare oggi, l’emozione è fortissima per me come per tutti voi – ha commentato il sindaco Marco Fabbri -, perché si concretizza un sogno partito 10 mesi fa davanti a un tavolo con Luciana, la mamma di Giglio, e con la moglie Linuccia. Per tutti è stato chiaro da subito l’obiettivo e anche il luogo, dove realizzare questo bellissimo evento».
Accanto a Fabbri e ai familiari di Zarattini per l’inaugurazione della mostra (visitabile sino al 27 ottobre) anche la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, il presidente del Parco del Delta, Massimo Medri, l’altro ex sindaco Alessandro Pierotti, Alfredo Bertelli, sottosegretario alla presidenza della Regione, esponenti politici locali e varie autorità militari.
Ricordando Giglio come artista, sindaco e soprattutto come persona comune con ansie e dubbi, nella sua introduzione Fabbri ha sottolineato come l’artista credesse nell’arte e nel futuro, nella comacchiesità e nell’innovazione, «Perché voleva che Comacchio si aprisse al mondo».
L’immagine di Zarattini che spicca nella mostra curata da Andrea Samaritani e Alessandra Felletti, ai quali sono andati i ringraziamenti, insieme ai dipendenti comunali che hanno lavorato giorno e notte per mesi, è quella dell’equilibrista, »un uomo sospeso tra responsabilità istituzionale e poesia», ha evidenziato Fabbri.
Anche la Zappaterra si è unita ai ringraziamenti ai familiari e al Comune perché «Oggi si restituisce un museo al territorio, che va ad arricchire il nostro patrimonio culturale».
Nel suo ricordo la presidente della Provincia ha rilevato come pure la passione abbia contraddistinto Giglio Zarattini, «Un sindaco al servizio di una comunità che amava, sempre disponibile». A chiusura dei saluti Fabbri ha ribadito che «Si sta lavorando con tutte le istituzioni e con la Soprintendenza, perché il patrimonio archeologico torni qui e si integri con quello cittadino».
Katia Romagnoli
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