La Nuova Ferrara

Racket Festival chiude con le donne

Racket Festival chiude con le donne

Oggi dalle 21.30 a Palazzo Racchetta ultimo atto della rassegna con due lavori teatrali al femminile

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A Palazzo Racchetta, in via Vaspergolo 6, a Ferrara, il Racket Festival si conclude dopo quattro mesi di programmazione con un doppio appuntamento dedicato al Teatro nel teatro e al Teatro al femminile. Oggi alle 21.30, ad ingresso libero, due storie in cui protagoniste sono due donne che sulla scena si rivelano, nella finzione, attrici per gioco o per necessità.

Sulla scena un atto unico e un monologo: due vicende diverse ma entrambe legate al tema del Teatro nel teatro e con un analogo colpo di scena finale, capace di rovesciare il punto di vista iniziale, rivelando la realtà essere finzione e viceversa. Si inizia con Il provino, atto unico di Maria Antonietta Fuiano per la regia di Catia Gianisella, aiuto-regia Linda Evangelisti. Sulla scena Sabrina Bordin e Marco Trippa, con Francesco Reitano e Sonia Giuri. Segue il monologo Come la neve di primavera, scritto dal giornalista e scrittore ferrarese Michele Govoni, con regia di Virgilio Patarini; sul palco sale l’attrice Vittoria Triglione.

Il provino narra la vicenda di una giovane donna che si presenta al posto di un’amica ad un provino cinematografico. Non ha molta esperienza e fatica a definirsi propriamente un’attrice, ma è rimasta folgorata dalla sceneggiatura e decide, anche se titubante, di provarci. Tra luci ed ombre del set, circondata da tecnici ed assistenti che la esaminano, viene fatta accomodare davanti a lui, il regista, che incredibilmente non le chiede di recitare una parte a memoria, cantare o ballare ma, per metterla a proprio agio, la invita semplicemente ad aprire la propria borsa e descrivere uno ad uno e nei minimi dettagli, gli oggetti che ella dentro vi trova. La giovane donna visibilmente imbarazzata da questa intrusione nel privato, accetta questa strana richiesta e inizia ad estrarre, come da un cappello magico, una serie di oggetti, descrivendo emozioni e ricordi che le suscitano. Parte così, quasi banalmente, un racconto pieno di emozioni e magia.

Come la neve di primavera racconta invece di Domitilla, una donna 39 anni con un peso nel cuore e una certezza: la gioia che le dà il sabato. Proprio in un sabato qualunque, durante il rito del trucco prima di uscire, Domitilla si racconta attraverso frammenti della sua vita; i suoi ricordi divengono i nostri e lo strano stream of consciousness che viene delineandosi sembra farsi presente ai nostri occhi come fosse dipinto. Domitilla ci accompagna attraverso le sensazioni umane di una donna che, davanti allo specchio, sta guardando non solo se stessa, ma un pezzo di umanità.

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