Viaggio tutto Ferrarese nei paesaggi del manichino
È uscito uno stupendo volume realizzato da Linda Mazzoni e Claudio Gualandi Nel loro studio grafico hanno raccolto una incredibile galleria di personaggi
di CARLO BASSI
Non potevano che essere ferraresi, cittadini della gran cittade, ed abitare nell’antica via Ripagrande in una bella casa carica di storia le due persone che hanno riempito quelle loro stanze, facendole uniche, con i simulacri più storicamente variegati della figura umana che, nel sommario linguaggio quotidiano, chiamiamo ‘manichini’.
Entrare in quelle stanze è un trasalimento continuo per le figure che ci accolgono silenziose e che occhieggiano cariche di mistero: ci sorridono, ci ammoniscono dietro severe barbe di profeti, cantano in silenzio gonfiando le gote come angeli di Melozzo. Hanno abiti sontuosi o corazze o cappellucci o cloche deliziose o, addirittura, liberi dagli impacci degli abiti, mostrano le loro nudità e le loro fattezze.
Chi abita quella casa, chi vive e lavora in quelle stanze, (quasi suo malgrado, è stata coinvolta dalla urgenza di questi personaggi di essere visitati nella loro realtà e non solo di essere simulacri per la meraviglia degli ospiti), ha deciso di entrare nella loro vita segreta e con un paziente lavoro di anni ha prodotto un documento straordinario, un libro che l’editore mantovano Sometti ha stampato con grande maestria. Gli autori/costruttori del libro sono Linda Mazzoni e Claudio Gualandi ed il loro sofferto e magnifico prodotto ha per titolo Il manichino e i suoi paesaggi. Sono titolari di uno studio grafico dalla storia rilevante oltre che, come si è detto, collezionisti, ricercatori, raccoglitori di personaggi di questo mondo ‘altro’ che vive insieme a noi.
La ragione per la quale persone tanto particolari per i loro interessi non potessero essere che cittadini di Ferrara è che solo in questo luogo il ‘manichino’ ha potuto diventare un personaggio che ci inquieta e condiziona i nostri pensieri con un suo forte potere di allusione: Ferrara ha prodotto il De Chirico metafisico, il protagonista della stagione più rilevante di tutta l’arte del Novecento. E il De Chirico metafisico ha come protagonisti delle sue ‘favole’ le figure misteriose di Ettore e Andromaca, del Figliuol prodigo, delle Muse inquietanti pensose davanti al Castello Estense. Tutti personaggi che vivono e dominano con i loro atteggiamenti, la loro particolare conformazione, le loro bardature, nel silenzio alto della città.
Sono loro che hanno dato smalto e nobiltà al manichino che da quel momento è diventato un personaggio che ci provoca pensieri “sul contingente e sull’eterno” come scrive Tommaso La Rocca nelle pagine di introduzione. E Maria Livia Brunelli e Fabrizia Lotta affrontano questi temi e ne scrivono pagine illuminanti.
Ma l’opera nel suo forte impianto documentario e scientifico analizza tutti i ‘paesaggi’ del manichino stesso con immagini sempre molto belle e spesso del tutto inedite, in gran parte opera del fotografo Luca Pasqualini e con testi di alto livello storico e di ricchissima documentazione a cura di Valeria Bolgan.
Paesaggi che vanno dalla storia più antica (addirittura dall’Egitto, da Roma, dal Medioevo) alla storia della moda, dei simulacri religiosi, delle bambole, dei modelli scientifici, della evoluzione dei materiali, con cui vengono costruiti, nella sempre vivacissima e fondamentale vicenda della modernità novecentesca.
Come si è detto, introducono a questo materiale prezioso e alle pagine ariose del libro, dopo la dichiarazione di intenti di Linda Mazzoni, due testi: quello di La Rocca che abbiamo appena ricordato ci induce a profonde meditazioni: “L’opera di Claudio e Linda conferisce ai manichini, nella loro nudità, oltre il grande interesse storico e artistico, anche la dimensione culturale più allargata della introspezione psicologica e della riflessione filosofica…”. L’altro testo introduttivo è di Flavia Franceschini la quale, con grande vivacità, racconta come sia “fremente di desiderio e stupore” l’incontro con uno di questi personaggi visto sui banchi di un mercatino “al quale come ad un colpo di fulmine è quasi impossibile resistere” .
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