Il Museo Brindisi casa della cultura
Presentata la guida che racconta la storia della struttura voluta dall’artista
Un minuzioso lavoro di sintesi è quello compiuto attorno alla prima guida tascabile della “Casa Museo Remo Brindisi – Ambiente, architettura, arte, design”, presentata ieri sera in una delle sale espositive dell’ex-settecentesco ospedale degli infermi, che sino al 27 ottobre ospita la mostra dedicata a Giglio Zarattini.
«È uno strumento vivace, semplice, leggero, fondamentale – ha spiegao l’assessore Alice Carli aprendo l’appuntamento letterario, dopo aver ringraziato quanti hanno contribuito alla realizzazione della guida –, con tutte le nozioni in grado di spiegare quanto la Casa Museo di Brindisi fosse un contenitore straordinario di idee e fermenti culturali».
Orlando Piraccini dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione, curatore della guida insieme a Laura Ruffoni, responsabile dei servizi museali, citando le parole pronunciate dal grande critico letterario Ezio Raimondi recentemente scomparso, ha detto che «La raccomandazione è di far sì che non andasse mai perduta l’idea originaria, l’ambizione di Remo Brindisi di far nascere un museo vivente, dove il sogno si confonde col reale e la guida deve agevolare il visitatore alla fruizione di questo straordinario bene, esso stesso opera d’arte».
Laura Ruffoni illustrando le sezioni della guida ha messo in luce il forte incontro creativo tra Nanda Vigo e Remo Brindisi, progettisti ed artefici della Casa Museo. Sono poi intervenute Anna Stanzani della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici e Maria Gregorio dell’International Council of Museums. Il direttore dell’Ibc Alessandro Zucchini ha sottolineato che «In un momento non facile in cui si chiudono fabbriche, ci sono Comuni come questo con cui si riesce a collaborare e a fare cose straordinarie, al di là delle risorse».
Chiudendo la serata, il sindaco Marco Fabbri, ha aggiunto che si vuol «Far conoscere il Museo Brindisi in tutto il mondo, perché torni ad essere un laboratorio importante, punto di incontro e riferimento per artisti di ogni provenienza».
Katia Romagnoli
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