Quel carteggio con il ferrarese Agnelli
Un’inedita corrispondenza con il direttore della biblioteca Ariostea
Giulio Gatti Casazza rimase per ventisette anni (1908-1935) alla guida della Metropolitan Opera Company di New York, il più longevo general manager nella storia di quel teatro e anche l'unico italiano fino ai giorni nostri. Un teatro che viveva senza sussidi pubblici e che riuscì, con Gatti, ad accumulare più di un milione di dollari che gli consentirono di superare i duri anni della Grande Depressione. La storia di quegli anni viene raccontata in 'Memories of the Opera' che troviamo nel libro di Alberto Triola; episodi, aneddoti, incontri che ne rendono la lettura affascinante. Ma la presenza del carteggio fino ad oggi inedito, tra Giulio Gatti Casazza e l'amico ferrarese Giovanni Agnelli, direttore della Biblioteca Ariostea (le lettere sono depositate proprio nella nostra biblioteca comunale), ci fa meglio comprendere quegli anni americani. "Il lettore si accorgerà che il meglio di sé Gatti lo dà proprio quando può permettersi lo sfogo liberatorio", scrive Triola. E' con Agnelli che il general manager, ad esempio, parla del rapporto con Toscanini che lo seguì al Met come direttore artistico. Nelle Memories il rapporto conflittuale con il direttore d'orchestra viene tralasciato: "Le separazioni laceranti ed eclatanti - scrive Triola - tra Gatti e Toscanini, che almeno in due occasioni (1903 Scala e 1905 Met) furono al centro del gossip dell'epoca, diventano qui neutre e insignificanti 'interruzioni' di vita comune. E, più sotto, semplici 'dissensi' dovuti alle malelingue". All'amico Peppino scrive nel gennaio del 1929: "Tu mi accenni al can can toscaniniano (..) Caro amico, guai, ad esempio, se dovessi scrivere la vera storia della nostra prima stagione scaligera: mi farei lapidare peggio del protomartire Santo Stefano. (..) Ci fece impazzire tutti quanti. Dopo mise un certo giudizio e si quietò: ma non diremo mai né un organizzatore né un uomo serio. Direttore Musicale di gran valore e genialità sì, ma nulla più". Agnelli - anche se Gatti tornava ogni anno in vacanza in Italia - fu il vero "raccordo" con Ferrara e, grazie a lui, partecipò anche alla vita della nostra città, come evidenzia il suo impegno per il restauro del Teatro Comunale testimonia. (f.z.)
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