La Nuova Ferrara

Scenografo ferrarese

Cutùli continua a mietere successi

Federica Achilli
Lo scenografo ferrarese Cutùli e il soprano Surguladze
Lo scenografo ferrarese Cutùli e il soprano Surguladze

In attesa di ricevere l'Opera Award, passa dall'avventura con la "Carmen" a Ranieri

2 MINUTI DI LETTURA





Con in tasca il prestigiosissimo International Opera Award 2014, l’Oscar della lirica che ritirerà in Qatar il prossimo 12 dicembre, continua il momento magico per il costumista e scenografo ferrarese Lorenzo Cutùli. A Sassari, infatti, ha appena concluso con successo la fortunata ed apprezzatissima opera la Carmen di Georges Bizet, regia di Andrea Cigni, nel nuovo allestimento dell’Ente concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari, in scena al Teatro Comunale con protagonista la mezzosoprano georgiana Nino Surguladze.

«È stata un’operazione corta ma intensa - dice Cutùli -; il pubblico ha apprezzato moltissimo questo tipo di Carmen un po’ fra il tradizionale e l’evocazione. L’idea di ispirazione dell’opera di Bizet era in realtà un’ispirazione mediterranea, ma come fonte visiva era stato preso il film Novecento di Bernardo Bertolucci con un richiamo alla padanità che poteva essere collegato benissimo all’aspetto contadino siciliano e mediterraneo, con i colori ocra e tabacco legati alla terra e tipici di un certo tipo di abbigliamento».

Molti gli omaggi alla Sardegna suggeriti dallo stesso Cutùli al regista Cigni. «Nel primo atto c’è una sequenza con i soldati dove abbiamo fatto una sorta di dono all’imminente celebrazione della Grande Guerra del 1915 riproducendo le divise dei soldati della fanteria della Brigata Sassari, con le mostrine biancorosse. Per le figure femminili, soprattutto Carmen, sono stati inseriti nei costumi e nei corpetti una serie di applicazioni di gioielleria e decorazioni ispirate all’arte artigiana della tradizione sarda. Sul finale dei picadores, nella parata nella Plaza de toros dei toreri, c’erano tre ragazze vestite di nero con un abito tipicamente ottocentesco che riproduceva un costume folklorico di Tempio Pausania. Ma per me è stato motivo di grande vanto e orgoglio lavorare con Tirelli di Roma, la sartoria dei premi Oscar, dove ho trovato grandissima professionalità e, soprattutto, grandissima qualità nella confezione degli abiti».

Ma Cutùli non si ferma: oltre alla ripresa della docenza all’accademia di Belle Arti di Venezia, si dedicherà ai costumi di Aspettando Godot di Becket al Teatro Carcano di Milano con il debutto in anteprima al teatro Salieri di Legnago per la regia di Maurizio Scaparro. E con lui a giugno curerà costumi e scenografie de La Bottega del Caffé di Goldoni al Piccolo Milano per Expo 2015, con le musiche di Nicola Piovani, premio Oscar per La vita è bella. Riprenderà poi la tournée con Massimo Ranieri nel Riccardo III, che lunedì debutterà al teatro Verdi di Firenze, ancora America di Kafka e la continuazione della tournée in Francia del Don Pasquale.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google