Il cuore ferrarese di Martin Mistère
Nell’89 l’editore di fumetti Bonelli a contatto con il Centro Etnografico diede vita al fumetto educativo
di CARLO BASSI
Bisogna risalire agli anni 1972-’73 per fissare la data di nascita del Centro Etnografico Ferrarese voluto, negli ambiti dell’assessorato alle istituzioni culturali del Comune, da due figure di amministratori che Ferrara avrebbe il dovere di ricordare in modo concreto per la rilevanza che ha avuto il loro impegno nella politica culturale della città. Sono Renato Sitti e Mario Roffi che diedero vita a quel Centro quando parlare di etnografia e di antropologia in una istituzione pubblica voleva dire conoscere molto bene il pensiero di Gramsci e l'opera di Ernesto De Martino il grande maestro delle scienze umane e saper guardare molto avanti rischiando la incomprensione. Per la cronaca, a Torino, un centro analogo a quello ferrarese nascerà solo nel 1979. Il programma fondamentale del Centro era "censire e documentare i beni storici ed etnoantropologici del territorio ferrarese", archiviarli e predisporli per il loro studio e la loro utilizzazione. Nel giro di pochi anni l'azione dell'istituto ferrarese ha varcato i confini della provincia diventando un riferimento per la ricerca etno-antropologica nazionale. Caposaldi di questo lavoro sono stati (e lo sono più che mai adesso) l'archivio della cultura popolare e quello della tradizione orale. La cultura popolare è rappresentata da tutte quelle manifestazioni a cui il popolo con la sua storia dà e ha dato vita: il lavoro, il divertimento, le lotte sociali, figure queste proprie della storia locale che introducono alla dimensione più ampia della storia regionale, nazionale e, alla fine, umana. La tradizione orale attiene al canto, al proverbio, al dialetto, al racconto, al recupero di storie personali, in una parola alla "memoria" come campioni e frammenti di biografia del luogo e dei suoi abitanti. È un patrimonio straordinario che il Centro mette a disposizione degli studiosi e, in particolare, della scuola organizzato in archivi, in pubblicazioni, in interviste, in audiovisivi, in fotografie, che hanno dato vita negli anni ad alcune centinaia di campagne di ricerca sul campo, di mostre, di pubblicazioni (oltre 3000!). Esso ha provocato l’invenzione di nuovi percorsi didattici, di nuovi strumenti di ricerca e di documentazione come filmati, fumetti, piccoli archivi. Ed è proprio il fumetto inteso come linguaggio popolare che venticinque anni fa per un insieme di favorevoli circostanze ha avviato un nuovo percorso all'interno delle attività del Centro determinando un interesse crescente a scuola, didattica e studio della storia locale.
Questa nuova avventura nasce nell’89 quando l'editore dei fumetti del mitico eroe Martin Mystère, Sergio Bonelli viene in contatto con il Centro ferrarese per due mostre una in città e l'altra a Pomposa e incontra grafici formati alla scuola d'arte Dosso Dossi che diventeranno struttura fondamentale della sua produzione editoriale. All'ombra di Martin Mystère e complice il suo creatore, lo sceneggiatore Alfredo Castelli, si determina una sinergia importante e nasce il fumetto educativo ("educational" si dice oggi) che si concretizza nel tempo in più di 30 storie "ferraresi"e in una ventina di mostre derivate più volte ristampate e replicate. Tutto questo nuovo materiale ha due importanti caposaldi di partenza: il primo è la storia della Ferrovia Suzzara-Ferrara, il secondo è costituito dalla grande ricerca dedicata al paladino Orlando " Sulle orme di Orlando" che fu un laboratorio a livello nazionale e che ebbe una ricercatissima edizione francese. Protagonisti di questo nuovo corso all'interno del Centro sono stati Gian Paolo Borghi che guidò l'istituto dopo la prematura morte di Renato Sitti e Roberto Roda che si definisce "etnografo dell'impossibile" il quale ha di fatto inventato il fumetto "educational" di tipo etno-antropologico, centrato su storie e leggende locali che hanno sempre come protagonista la figura carismatica dell'eroe Martin Mystère. Sono ormai più di 30 le storie "ferraresi"pubblicate in 25 anni e tante sono le relative mostre e Roberto Roda, oltre che da Mantova l'editore Sometti, ce ne danno conto in un nitido fascicolo molto documentato appena pubblicato nel quale, oltre a darci l'occasione di parlare della lunga attività del Centro Etnografico ci presentano Martin Mystère come protagonista centrale di una nuova didattica, legata al fumetto come linguaggio popolare.
Un’avventura culturale che colloca Ferrara ancora una volta all'avanguardia nell'uso nuovo di strumenti propri delle scienze umane a fini storico-didattici.
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