Convince la proiezione di “Amore tra le rovine” di Alì Mohammad
Un progetto metafilmico riuscito, un avvincente omaggio non solo alla “settima arte” ma anche a Ferrara ed alla sua storia. Il lungometraggio di Massimo Alì Mohammad Amore tra le rovine, durante la...
Un progetto metafilmico riuscito, un avvincente omaggio non solo alla “settima arte” ma anche a Ferrara ed alla sua storia. Il lungometraggio di Massimo Alì Mohammad Amore tra le rovine, durante la proiezione privata avvenuta mercoledì sera alla sala Boldini ha convinto il numeroso pubblico presente, il quale ha riempito la sala di via Previati, replicando così il successo di Mignon" dello scorso anno. Prima dell'inizio del film, il regista ha invitato sul palco i due produttori, Richard Meyer e Susam Harmon della Meyerhar Productions di Seattle, entusiasti per la riuscita della serata.
Il film di Mohammad si presenta come un esperimento a metà tra il mockumentary (finto documentario) alla Zelig di Woody Allen ed il finto film muto sullo stile del pluripremiato The artist di Michel Hazanavicius, rimanendo però legato, nelle ambientazioni, nella scelta dei personaggi e nella sceneggiatura, alla nostra città. Fra il passato recente, con i riferimenti al terremoto che ha colpito anche il nostro territorio nel 2012, ed il passato remoto, nel centenario dell’inizio della Grande Guerra, Mohammad conferma la sua passione per la rappresentazione del cinema nei suoi aspetti concreti, realizzativi e conservativi. All’esterno della sala era possibile ammirare alcuni abiti dell’epoca e foto di Ferrara dalla collezione privata di Enrico Zerbini.
Infine, dopo la proiezione davanti ad amici e giornalisti, omaggio agli attori e al cast che ha reso possibile il progetto.
Andrea Musacci
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