Due parigini affascinati dalla bellezza di Ferrara
Il progetto è presentare il libro di Rosa su Bottoni nelle librerie della capitale francese
Chi non ha mai sognato di investire i propri risparmi in un appartamento sulla dolce collina di Montmartre, possibilmente con vista sulla facciata de Le Sacre Coeur, sbirciando dall'alto l'anima più romantica di Parigi? Molto probabilmente tutti quanti, almeno una volta nella vita. Eppure c'è anche chi decide di andare controcorrente. È la storia di Marie e Gerard Baffert-Forges, marito e moglie parigini, entrambi ingegneri, con la passione per l'Italia e - in particolare - per Ferrara.
Nel 2002 alla coppia capitò di leggere un articolo di “Liberation” dal titolo “Ferrara, una ville à fleur de Po”. Nel pezzo si parlava di una deliziosa città di stampo rinascimentale, capitale delle biciclette, fulcro di numerosi itinerari a cavallo del Po e attraverso le valli del suo Delta. I due, da sempre amanti dei viaggi in ogni continente, decisero di fare una prima visita, mossi dalla curiosità. Il risultato fu che rimasero incredibilmente colpiti dalla città degli Este, tanto che, dall'anno successivo, nei mesi di luglio iniziarono a trascorrervi almeno dieci giorni di ferie, con l'intento di imparare a conoscere Ferrara sempre più nel profondo, oltre che per avere una base per visitare mete turistiche più o meno vicine: Firenze, Mantova, Venezia e altre località della costa.
Finchè nel 2008, quando raggiunsero entrambi la pensione, arrivò il momento di fare un passo ulteriore: comprare un appartamento e trasferirsi a Ferrara, nella centralissima via Cammello, per trascorrervi almeno metà dell'anno.
Gerarad prova a spiegare il motivo per cui da Parigi si può maturare il desiderio di sognare di vivere sotto lo sguardo di Savonarola. «Siamo rimasti affascinati dalla città sin dal primo momento in cui io e mia mia moglie siamo arrivati. A Ferrara si è circondati dalla bellezza del Rinascimento, grazie a monumenti e palazzi in ottimo stato di conservazione, ma anche rallegrati dalle migliaia di biciclette che solcano le stradine del centro. E poi c'è la musica, una tradizione secolare che si respira tutt'oggi: dal clavicembalo di Frescobaldi per arrivare ai concerti del Comunale, ora teatro Abbado, alla musica di strada grazie ai buskers".
Marie va addirittura oltre. «Ci sono altri luoghi della provincia che visitiamo regolarmente. Uno di questi è Comacchio, oltre al centro, gustiamo il piacere di scoprire poco a poco le sue valli. Un paragone con la Camargue francese? Ci sono sicuramente tante analogie, ma qua si riesce ancora a respirare il fascino di luoghi non affollati dal turismo di massa. Per chi ama osservare la natura cristallina è bello vivere questa sensazione di pace, ma sappiamo anche che il turismo porterebbe sviluppo».
E proprio Comacchio è stata teatro di un curioso incontro. «Assistendo alla presentazione del libro “Una strada lastricata di sogni” di Leonardo Rosa, durante l'anteprima del Buskers Festival, - precisa il signor Baffert Forges - abbiamo appreso la storia di Stefano Bottoni e ci siamo appassionati alle sue curiose vicende. Nel libro, scritto con uno stile decisamente brillante, vengono citati i luoghi maggiormente suggestivi di Ferrara, e ne viene esaltata la bellezza. Abbiamo preso contatto con l'autore e con l'assessore Simone Merli, presente in quell'occasione, perché vorremmo presentare il libro nelle librerie parigine al fine di promuovere Ferrara in Francia».
Cosa rende unica questa coppia di neocittadini ferraresi? Il loro originalissimo angolo di visuale della realtà. «Siamo orgogliosi di contribuire alla salvaguardia di questo territorio - ha tenuto a sottolineare Marie - pagando regolarmente i nostri quindici euro al Consorzio di Bonifica di Ferrara». Chapeau.
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