La Nuova Ferrara

“Ferrara, uno sguardo al cielo”

di FABIO ZIOSI
“Ferrara, uno sguardo al cielo”

Nei primi anni del Novecento è stata la sede del più importante aeroscalo italiano per dirigibili

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di FABIO ZIOSI

Il “più leggero dell'aria” a Ferrara è ormai di casa, basta vedere il successo del Balloons Festival che porta da anni migliaia di persone alla kermesse del Parco urbano. Ma forse non tutti sanno che Ferrara è stata sede, agli inizi del '900, del più importante aeroscalo d'Italia. Si trattava, in quel caso, non di mongolfiere, ma di giganteschi dirigibili della Marina militare e dell'allora nascente Aeronautica militare. Un'interessante mostra, in occasione della ricorrenza del centenario della Grande Guerra, svelerà una pagina di storia poco conosciuta. “Ferrara 1915-1918, uno sguardo al cielo. L'aeroscalo dirigibili di Ferrara”, questo il titolo della mostra documentaria, fotografica e modellistica curata da Enrico Trevisani che verrà ospitata nella Biblioteca Comunale Ariostea dal 6 novembre (inaugurazione ore 17.30) al 21 febbraio 2015. L'iniziativa si avvale della collaborazione dell'Associazione Pico Cavalieri, di Aeronautica e Marina militare, di esperti modellisti e di un comitato storico-scientifico che ha sovrinteso alla sua realizzazione.

«L'esposizione - dice Trevisani - è divisa in tre sezioni e un punto video. Nella prima ci saranno i documenti originali sulla costruzione dell'aeroscalo, nella seconda pannelli, testi e foto su aeroscalo e aeroporto di Poggio Renatico, infine la terza è dedicata ai giornali di trincea, una vetrina sul pilota ferrarese Pico Cavalieri, alcuni album fotografici e una sezione bibliografica. Ci saranno poi modelli e diorami di dirigibili e di alcuni aerei usati sul fronte italiano». Sarà presente il modello (due metri per sessanta centimetri) di uno degli hangar, il Savigliano, che nella realtà misurava 110 metri di lunghezza e 33 di larghezza ed era alto 36 metri con due porte gigantesche. "Nel punto video, oltre a foto e filmati d'epoca - prosegue Trevisani - grazie alla collaborazione con la rivista Focus, potremo mostrare l'attualità e il futuro dei dirigibili. Ci sarà il progetto del dirigibile Aeroscraft, lungo 120 metri, con una cabina computerizzata, che verrà utilizzato per scopi militari ma anche civili".

L'uso dei dirigibili in campo militare avvenne nel corso della guerra italo-turca in Libia (28 settembre 1911-18 ottobre 1912). A Ferrara l'aeroscalo fu costruito nel 1912 e la scelta della nostra città fu dovuta alla sua posizione strategica, vicina al mare e per la sua conformazione pianeggiante. Naturalmente a interessare era anche un possibile fronte nord del nostro Paese e per questo nel gennaio 1912 fu insediato il cantiere ed ebbero inizio i lavori di costruzione degli hangar. Interessante, tra i documenti in mostra, la delibera del Comune di Ferrara (14 marzo 1911) che sottolineava "l'utilità pratica, finanziaria e morale" di questa impresa che aveva sbaragliato "altre Amministrazioni concorrenti che avrebbero voluto a se assicurato il beneficio (…)Ove troveranno lavoro fra soldati, specialisti ed operai borghesi circa 200 persone. (…) Un primo nucleo intorno al quale si dovrà determinare un simpatico e vantaggioso movimento di cose e di uomini". In realtà gli uomini impegnati alla fine furono oltre quattrocento.

La prima azione di guerra dall'aeroscalo della Regia Marina, fu proprio la notte tra il 23 e 24 maggio 1915 - l'inizio per l'Italia del conflitto - e proseguì la sua intensa attività sino al 1918. Dall'inizio Ferrara venne catalogata come "città in stato di guerra" proprio per la presenza dell'aeroscalo che, più o meno, sorgeva nell'attuale area dell'aeroporto di via Bologna. Prima dello scoppio della Grande Guerra la base si ampliò e nell'aprile del 1913 arrivò un primo dirigibile P2 per i voli di prova sul cielo di Ferrara: "La gente accorse dalle case, dai negozi, perfino dal Tribunale dove vennero sospese le udienze. La Gazzetta Ferrarese seguì costantemente, aggiornando la cittadinanza, l'evolversi della situazione". Ma fu dal 1913 che l'aeroscalo entrò ufficialmente in funzione. Il gigantesco dirigibile M2 arrivò in città nell'agosto 1913 e prese vita anche un "Comitato delle Dame ferraresi" con il compito di confezionare la bandiera di guerra che nel maggio del 1914 fu consegnata ai piloti. L'attività divenne sempre più febbrile tanto che furono costruiti complessivamente tre hangar, numerose officine, alloggi per ufficiali e soldati, mensa, depositi per acqua e carburanti, magazzini, una fabbrica per il gas dei dirigibili: una vera città nella città. Trevisani ricorda una simpatica curiosità: "Il terreno non utilizzato per i campi di atterraggio venne coltivato per la produzione di verdura e patate. Fu anche tentato l'allevamento di polli e conigli ma con risultati deludenti, mentre quello dei maiali diede risultati discreti. Incaricato di sovraintendere a queste attività era un ufficiale di Marina".

Per difendere l'aeroscalo da attacchi nemici - che ci furono - c'era una squadriglia caccia composta da sei apparecchi Nieuport che avevano il compito esclusivo di difendere la base ma non potevano inseguire gli aerei nemici. Vi erano poi postazioni antiaeree con cannoni e mitragliatrici; una di queste era proprio su una delle torri del Castello. Vi erano anche, tutto attorno all'aeroscalo, oltre alle batterie, anche palloni per ostruzione antiaerea. I dirigibili da Ferrara, seguendo il corso del Po di Volano, arrivati sul mare, dirigevano su Pola, importante base austroungarica, per bombardarla, ma andavano anche lungo tutto il fronte dal Piave al Carso, sempre per bombardamenti, ma anche per portare materiali e lanciare volantini e materiale di propaganda.

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