Ferrara è protagonista grazie ai suoi volontari Premiata la Poltronieri
Sorride la presidente Lanfranchi: «Un viaggio prezioso» Il geologo Tozzi sottolinea quanto fatto durante il terremoto
Anche Ferrara ha avuto il suo momento di gloria alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum (Sa), un evento unico che, a ragione, potremmo definire le “Olimpiadi” del turismo, perché a parteciparvi sono i Paesi di tutto il mondo.
Alla tre giorni, che si è conclusa domenica scorsa, non poteva mancare il Gruppo Archeologico Ferrarese (GAF) che ha presenziato con ben trenta volontari portando, per bocca di Mario Cesarano (funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna), le novità sugli scavi della villa rustica di Ro al convegno di sabato 1 novembre, curato dai Gruppi Archeologici d’Italia (GAI).
In apertura alle presentazioni dei Gruppi, Enrico Ragni, Presidente GAI, ha riservato parole di profonda stima ed orgoglio per il GAF, riconoscendolo quale uno dei Gruppi più attivi e produttivi di tutta Italia e ricordando il rapporto esemplare che il GAF intrattiene con la Soprintendenza dell’Emilia Romagna. «È stato un viaggio straordinario - si compiace con un sorriso Carla Lanfranchi, presidente GAF -, un viaggio in cui è stata preziosa la guida del dottor Cesarano sui siti di Paestum e Velia ed il Gruppo Archeologico Salernitano ci ha accolti e accompagnati come fratelli. Sono felice che anche l’altra sponda del Mediterraneo (Romania, Bulgaria, Serbia e Albania) abbia avuto un ruolo importante in questa Borsa e che si sia parlato dell’indotto economico della cultura. Spesso cultura ed economia fanno solo finta di andare d’accordo, senza un concreto lavoro di squadra».
Lascia infatti l’amaro in bocca alla Lanfranchi quello che si potrebbe percepire come un ‘danno economico’ per la stessa Paestum nei giorni della Borsa: «Per noi è stata una delusione scoprire che alle 15 del pomeriggio, e anticipatamente rispetto all’orario previsto, chiudevano i cancelli del Parco Archeologico, lasciando fuori tutti i turisti che in massa si apprestavano ad acquistare i biglietti. In occasione di un evento che raccoglie migliaia di persone sotto la bandiera del turismo, questo è un controsenso incredibile».
Sempre sabato il GAF è stato di nuovo protagonista in sala Cerere con la socia Eleonora Poltronieri, premiata per l’articolo “Sulle orme degli dei. Una lente d’ingrandimento su alcuni casi di dedicazione nell’antica Akragas”, pubblicato sul mese di ottobre della rivista mensile Forma Urbis. In occasione della premiazione, oltre alla direttrice di Forma Urbis e della Fondazione Dià Cultura, Simona Sanchirico, hanno preso la parola Emanuele Greco, direttore della Scuola archeologica italiana di Atene, e Valentino Nizzo, funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna. Nizzo, oltre a descrivere il progetto “Memoria & Terremoto” che interessa il sito archeologico villanoviano a Pilastri di Bondeno, ha lanciato un appello per la promozione e la divulgazione del patrimonio culturale: «Non dobbiamo riempire le aule universitarie di archeologi, ma dobbiamo creare nelle persone la coscienza del valore dell’archeologia e questo lo si deve fare soprattutto attraverso i giovani». A proposito di divulgazione… fra le guest star della Borsa non potevano mancare anche le personalità del mondo archeo-mediatico, come Roberto Giacobbo e Mario Tozzi. A margine delle conferenze, abbiamo scambiare qualche parola con il geologo proprio sul tema del terremoto che ha sconvolto anche il territorio Ferrarese: «Bisogna incrementare, anche nelle scuole, l’educazione all’autoprotezione ed alla percezione del rischio. Per quanto riguarda gli edifici ed i beni culturali - ha aggiunto Tozzi -, inutile dire che la manutenzione andrebbe fatta tutto l’anno. A Ferrara si è visto bene: gli edifici che erano stati correttamente manutentati non hanno subìto danni».
Dopo la presentazione del suo nuovo libro “La donna faraone”, Giacobbo ha invece passato qualche minuto in compagnia del GAF per ricordare con piacere Ferrara e salutare il professor Livio Zerbini della nostra Università, con cui ha collaborato e continuerà a collaborare in futuro.
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