Arlecchino, 64 anni di storia della musica in discoteca
Il locale di Santa Maria Codifiume ha celebrato il compleanno richiamando il dj Giancarlo Lelli con tanta gente in pista
Ha compiuto ben 64 anni il 10 ottobre scorso l’Arlecchino disco di Santa Maria Codifiume e lo ha festeggiato alla grande con tutto lo staff al completo, compreso Giancarlo Lelli, uno degli storici dj del locale - che ha suonato all’Arlecchino - per più di vent’anni - assieme al resident dj attuale Federico Farinella, detto dj Fency, con una super funky-disco serata regalando ai primi 250 fortunati clienti all’ingresso le magliette con impressa la data della celebrazione.
Ma la storia dell’Arlecchino nasce nel lontano 1975, da quando inizò a proporre musica afro funky, rare groove e disco rigorosamente anni ’70.
«La nostra discoteca - dice con orgoglio Luca Mingozzi, figlio di papà Giuseppe, con il quale è al timone dell’azienda di famiglia - nacque nel 1950 e venne aperto dal mitico Antonio “Tonino” Mingozzi. Ma nonno “Tonino” aveva già aperto nel 1927, con grande successo, il primo cinematografo della zona. E dal 1950 fino al ’75 l’Arlecchino propose solo ballo liscio, con orchestre dal vivo, diventando una delle balere punto di riferimento della pianura. Poi il nonno con papà Giuseppe, per l’utilizzo dei dischi in vinile, pensarono di modificare l’impianto audio del locale per proporre situazioni miste: al pomeriggio i concerti dei complessi che si esibivano direttamente davanti al pubblico, arricchendo poi le serate con l’ascolto e la possibilità di ballare con musica soltanto su vinile».
Tutto cambiò con l’arrivo del giovane dj Mauro, che propose la disco-dance dell’epoca e fu resident fino al ’78, quando arrivò Daniele Mei (aka dj Meo), che cedette il passo nel ’79 all’indimenticato Livio. Nell’80 subentrò Flavio Vecchi, poi ancora Livio fino all’82. Ma nell’84 ci fu la svolta: l’Arlecchino cambiò giorno di programmazione (dal mercoledì si passò all’attuale venerdì) e vennero presi due giovani dj bolognesi, Maurizio Gubellini e Giancarlo Lelli, in sostituzione del quale, a causa della leva militare, venne aggiunto dopo un anno Umberto “Umbi” Sanfilippo. Dopo il ritorno di Lelli il trio diventò famoso, ma purtroppo durò poco: il primo ad andarsene fu Gubellini nell’88 e i resident rimasero in due. La scelta musicale si fece marcatamente più funky e fu all’epoca più che mai azzeccata. Il successo del duo Lelli-Umberto continuò indiscusso fino al ’93, anno in cui Umberto lasciò, e al suo posto venne preso un altro giovane dj bolognese, Frank. Lelli & Frank è stata la coppia di dj che dal 1993 per oltre due decenni ha suonato nel nostro locale e lo ha reso famoso a livello nazionale, tanto da essere considerato uno dei principali punti di riferimento per diverse generazioni di giovani che amavano la musica funky ed il genere “soul-funk”».
«Dal 2005 poi - continua Luca - il testimone di resident è passato a Federico Farinella (aka dj Fency) che aveva già suonato insieme a Lelli & Frank tra il ’95 ed il ’97 nella stessa consolle. Dal 2005 Fency, in coppia con vari guest dj che ogni venerdì si alternano al mixer, ha rinnovanto il sound dell’Arlecchino proponendo un genere “disco-funky” con ritmi molto orecchiabili e ballabili: quello definito “Arle sound”. Nelle serate con i dj di maggior richiamo, vengono clienti da tutta la regione e, a seconda del dj, anche dalla Lombardia, dalle Marche, dal Piemonte e dal Veneto, ma normalmente frequentano il nostro locale ferraresi, bolognesi, rodigini, padovani ed anche i modenesi. Da noi la musica è sempre anni ’70 con un bacino di utenza che va dai 45 ai 55 anni, ma con punte anche di ragazzi sui vent’anni ed ancor più giovani quando di sera lavorano dj di richiamo per la musica funky, molto più ballabile e meno pesante come la consueta house o la techno degli altri locali».
E il successo dell’Arlecchino, decretato dai suoi 64 anni compiuti è certamente l’uso del vinile... «Il nostro fascino è certamente la disco in vinile, con il dj che usa le mani per mixare, cambiare dischi, scegliere la musica e che con un dito plasma le note che provengono dalle tracce incise sul disco, con una voce certamente più calda di quella prodotta dall’era del digitale. Il vinile è certamente il vincente, la gente balla di più, con una musica che ti coinvolge interamente. E questa è la nostra filosofia, quella della nostra famiglia, che in così tanti anni non è mai cambiata e che ci ha premiato fino ad ora».
Dal 16 novembre, a settimane alterne, riprenderanno anche gli aperitivi domenicali, sperimentati già nel 2014 con successo, mentre il sabato sera continuano gli appuntamenti con le orchestre. Discoteca vincente non si cambia...
Federica Achilli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
