Il puro hardcore arriva da Comacchio
La band Modotti con Boccaccini e i gemelli Zarattini sta preparando il terzo disco
Il nome è un omaggio all’attrice e fotografa friulana Tina, si tratta dei Modotti, un trio ferrarese che ha all’attivo due dischi, il secondo dal titolo Migranti, e si appresta a partorire il terzo atto della propria attività discografica. La loro è una convincente miscela di post-math rock e hardcore coniugata all’italiano.
«Il nostro è un genere in voga nei paesi anglosassoni – spiega Marco Zarattini, il batterista -, di solito non viene adottato nei paesi latini e stanno proprio qui la nostra forza, la nostra originalità, nel mixare due cose apparentemente non amalgamabili».
Chitarre affilate come rasoi ed un comparto ritmico ‘nervoso’ sono la giusta base sulla quale i Modotti costruiscono le fondamenta per tematiche come incomunicabilità, rabbia, paura e amore.
«Parliamo della situazione che ci sta attorno, del periodo socioeconomico nel quale viviamo. Tutto senza fare drammi - aggiunge -, vogliamo ridere e scherzare, essere rivoluzionari e, se possibile, scuotere le coscienze».
Nel primo disco, ad esempio, si trova una grande perizia tecnica che si sviluppa in otto episodi di forte impatto, avvincenti e diretti come un pugno allo stomaco. A breve, come detto, ci sarà anche il terzo album, già in cantiere.
«Uscirà a dicembre e sarà pronto per la promozione per la prossima primavera a cura dell’etichetta Upupa. Il nome del disco preferiamo tenerlo segreto e fare una sorpresa ai nostri supporter».
Otto o nove brani ritmati che ben si instaurano fra loro, così scaturisce dalle indiscrezioni, nel filone tracciato dalla composizione musicale. A proposito, loro sono tre ragazzi tutti originari di Comacchio, ovvero i gemelli trentenni Marco Zarattini alla batteria e Luca Zarattini alla chitarra, oltre al bassista trentatreenne Marco Boccaccini (in passato nostro collaboratore proprio dal Comune di Comacchio). Il trio, che sta riscuotendo un discreto successo, ha già suonato in molti locali italiani e presto lo farà anche all’estero.
Corrado Magnoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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