La Nuova Ferrara

«Noi due, sul palcoscenico della vita»

«Noi due, sul palcoscenico della vita»

I due protagonisti riflettono e scherzano sul significato del loro spettacolo

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È ricominciata la stagione di prosa e con essa i suoi incontri. Che bello tornare nel Ridotto del Teatro Abbado di Ferrara e trovarlo gremito. La sala completamente esaurita, con tanto di gente in piede, ieri ha ospitato l'incontro tra Alessio Boni, Alessandro Haber e il pubblico. In scena fino a domani "Il visitatore", spettacolo brillante e a tratti commovente diretto da Valerio Binasco. Al tavolo dei relatori manca però Haber che arriva in ritardo. «Ha deciso di partecipare alla maratona di New York il prossimo anno e quindi ogni giorno - sdrammatizza Boni - deve fare quindici chilometri di corsa», tentativo simpatico per mascherare la sua assenza. Ma quando arriva, il "puntuale ritardatario", svela l'arcano: «Mi ero addormentato - confessa - perché fate gli incontri così presto (erano le 17, ndr)? Stavo facendo il riposino pomeridiano». Niente pericolo, anzi, solo applausi. Dal suo arrivo si è entrati nel vivo della conversazione che si è protratta per oltre un'ora. La prima domanda avanzata dal coordinatore riguarda l'allestimento del palcoscenico e la parola tocca a Boni: «Binasco voleva lasciare tutto nudo e voleva che l'essenza delle anime si incontrasse in scena. Il palco è diviso in due, la parte in ombra rappresenta l'inconscio di Freud» Lo spettacolo porta in scena l'essenza della vita, le grandi domande sulla vita e sul dopo. «Quando si arriva a una certa età si ha forse meno voglia di rischiare e mettersi in gioco, noi attori siamo invece sempre in gioco e siete voi - afferma Haber rivolto ai presenti - a darci la forza di andare avanti». (s.g.)

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