La Nuova Ferrara

Due grandi autori, tante coincidenze

di LORENZO CATANIA
Due grandi autori, tante coincidenze

La docente Nezri-Dufour ne “Il Giardino del Gattopardo” unisce Bassani a Tomasi di Lampedusa

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di LORENZO CATANIA

P. rendendo spunto dagli articoli, i saggi e le monografie di quei critici che hanno visto una stretta parentela tra Il Gattopardo e Il Giardino dei Finzi-Contini, Sophie Nezri-Dufour, docente di letteratura italiana contemporanea a Aix Marseille Université, nel libro Il Giardino del Gattopardo. Giorgio Bassani e Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Unicopli, Milano 2014, pp.90, euro 10), si cimenta in un’analisi comparativa delle due opere, accomunate da innumerevoli similitudini. In entrambi i romanzi, ad esempio, spiccano le figure significative dei due patriarchi, il principe di Salina e l’aristocratico professore Ermanno Finzi-Contini, esponenti di due classi sociali antiche - l’aristocrazia siciliana e gli ebrei italiani - ora emarginate. Il professore Ermanno Finzi-Contini può essere considerato una sorta di parente del principe di Salina; comedDon Fabrizio è un cultore delle belle lettere e di storia patria e conduce uno stile di vita ritmato dalla lettura e dallo studio. L’inclinazione disinteressata del protagonista del Gattopardo per la lettura, la scienza e la matematica, è speculare alla passione per la letteratura e la storia che nel Giardino dei Finzi Contini lega l’io narrante, il professore Ermanno e la figlia Micòl: nascono dal bisogno che provano queste creature raffinate di estraniarsi dalla retorica e dai rivolgimenti del loro tempo e di esorcizzare la violenza della storia rifugiandosi in un universo dove si coltiva l’amore per l’arte e la cultura.

Nei due romanzi è anche rilevante la presenza di dimore principesche e labirintiche: il palazzo del Gattopardo e la Magna Domus dei Finzi-Contini, funzionali alle scorribande delle coppie Tancredi-Angelica e io narrante-Micòl, nonché allo svelamento della passione e del desiderio di giovani eroi descritti come scopritori di nuove terre. Senza dimenticare la predilezione di Tomasi di Lampedusa e Bassani per la descrizione delle biblioteche, intese come ricettacoli di ricchezze spirituali e ancestrali, e l’attenzione che i due scrittori prestano ai mobili e alle decorazioni accurate degli interni, ma anche alle pratiche alimentari e ai vezzi linguistici dei loro personaggi, nei romanzi in questione il principe di Salina e il professore Ermanno Finzi-Contini hanno figlie - Concetta e Micòl - orgogliose e dal carattere deciso, destinate però a rimanere zitelle senza che i loro padri se ne preoccupino veramente, distratti come sono dai loro figli spirituali: Tancredi nel “Gattopardo” e il giovane studente ebreo nel “Giardino”, preferiti ai figli naturali Paolo e Alberto, perché i soli delle loro comunità di provenienza in grado di reagire e sopravvivere alla bufera della storia, in virtù del loro ottimismo esistenziale e della loro vitalità. Pubblicati negli anni della “modernizzazione” repubblicana, che vedono una società distratta e allegra, impegnata a cancellare se stessa e il proprio passato, come si evince dalla sua indifferenza ai valori della bellezza e della memoria, Il Gattopardo e Il Giardino dei Finzi-Contini evocano il tempo lontano, il passato, come presa di distanza polemica della miseria ideale e politica dell’Italia contemporanea. Comunicano un pessimismo non nostalgico e neppure sterile, perché ci fanno percepire che la realtà storica è complessa e non sempre coincide con il miglioramento della società.

Venuto per caso a conoscenza del manoscritto del Gattopardo, Bassani si era riconosciuto nella scrittura mai enfatica e dal registro ironico di Tomasi di Lampedusa, nella delusione e nel pessimismo di chi non credeva nella favola del Risorgimento incarnata nell’avidità, nella rozzezza e nella vanità dei tanti Calogero Sedàra sparsi nello Stivale. Per questo lo scrittore ferrarese molto si era adoperato per convincere l’editore Feltrinelli a pubblicare il libro dello sconosciuto principe siciliano. Ad altri, invece, convinti che le idee muovono il mondo, Il Gattopardo con la sua prosa classica e accattivante, con il suo giudizio storico lucido e amaro, con il senso di morte che investe i vari personaggi e irride ogni mitologia vitalistica, procurò un senso di irritazione e di ribellione che li spinse a sottovalutare il romanzo. Ma questa è un’altra storia...

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