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Arte fra le mura domestiche il sogno di Mlb Home Gallery

Arte fra le mura domestiche il sogno di Mlb Home Gallery

Maria Livia Brunelli ha dato vita a questa innovativa forma per le esposizioni «L’ambiente di casa consente di conoscere gli artisti in un modo più diretto»

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Il buongiorno di domenica scorsa si è visto dal mattino in opera d’arte, tra le mura domestiche più estrose di Ferrara; difatti, aspettando Alessio Boni davanti ad un caffé e ad un paio di tele in cucina, Maria Livia Brunelli ci ha accolti nella sua dimensione e ci ha raccontato l’ispirazione di una vita.

«Tutto è cominciato negli anni Novanta - spiega -, quando studiavo storia dell’arte a Bologna. Con altre studentesse chiudevamo l’appartamento in occasione di Arte Fiera, sistemando le opere dei giovani artisti dell’Accademia Belle Arti nelle pareti sgombre. L’affluenza di pubblico fu sorprendente; addirittura i ferraresi si muovevano per venire a visitarla».

Confermandosi tra le prime curatrici del Paese a credere nelle potenzialità di un ambiente tanto informale quanto familiare, oggi Mlb Home Gallery, in corso Ercole I d’Este 3, è l’unica realtà italiana a offrire fasce orarie di apertura, ogni sabato e domenica dalle 15 alle 19, gli altri giorni su appuntamento, nonché ingresso e visite guidate gratuiti (vedere il sito www.marialiviabrunelli.com).

Una passione per due.

«Mi sono resa conto - spiega la Brunelli - che l’ambiente domestico consente di conoscere gli artisti a tu per tu, ma soprattutto qui l’artista si spiega, instaurando un rapporto diretto e confidenziale rispetto alle gallerie convenzionali, dove aleggia più freddezza».

Oltre alla cura preziosa dei dettagli che lo spazio espone, anche la formazione della Brunelli è stata scrupolosa. E sebbene abbia curato circa 70 mostre, alcune in musei prestigiosi quali il Gam di Bologna o la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, mai si sarebbe occupata di una galleria in senso classico, non interessandole l’aspetto commerciale. La mission di Maria Livia e di suo marito, Fabrizio Casetti, sta nell’ospitare i progetti curatoriali, invitando gli artisti a elaborare un tema a loro già affine e ad interpretarlo insieme con un profondo scambio di vedute, con delle implicazioni forti nel contingente: «L’arte dev’essere contemporanea, deve parlare del nostro tempo, altrimenti non ha senso e il nostro impegno sarebbe solo questione di decorazione e arredo. Perché l’attenzione e la sensibilità degli artisti li spinge a cogliere determinati nodi sociali prima degli altri, utilizzando l’arte come strumento di riflessione».

Arte nell’arte.

Un piano di un palazzo storico della città, quindi, che si adatta alle esperienze artistiche che lo attraversano ma che, al contempo, le avvolge contaminandole a sua volta. Certamente si trova in una posizione favorevole, a pochi passi dall’eleganza austera dei Diamanti e dalla bellezza rossastra del Castello; però, per quanto a portata di passeggiata, chi davvero riuscirà a vincere la timidezza e sarà convinto di ricevere qualcosa da un’atmosfera pulsante di idee, suonerà il campanello e salirà le scale. In cima, a premiare i curiosi sarà l’empatia che solo un luogo del genere mantiene accesa. Dulcis in fundo la camera da letto, la più intima e in grado di abbattere qualsiasi barriera concettuale: «L’individuo nell’opera non cerca più uno status symbol - precisa Casetti, collezionista -, bensì di avere costantemente di fronte un oggetto nel quale riconoscersi personalmente, con cui confrontarsi per stare meglio. E in tempo di crisi si percepisce nell’aria. Chi entra in camera nostra e ci domanda di discutere insieme su determinate opere, sta inseguendo un bisogno interiore, un sogno intimo da liberare».

Il rapporto con Ferrara.

Dopo la temporanea di Marcello Carrà, che ha interpretato la biodiversità e si è messo ‘in gioco’ durante i laboratori didattici, Mlb Home Gallery non si è fermata, ma persiste nel chiedersi dove stia andando la società, persino insegnando ai più piccoli a esprimere con le mani la loro creatività e al di là dei momenti scolastici. Inoltre, la recente “Terre silenziose”, l’esposizione della milanese Dacia Manto che scenderà il prossimo 11 gennaio, è stata sviluppata in collaborazione con il Museo di storia naturale e TerravivaBio, manifestando la necessità di costruire un rapporto all’interno del tessuto cittadino.

«Mi sono inserita in un territorio molto disponibile culturalmente. I ferraresi sono preparati e in tantissimi seguono l’associazione, che si è ingrandita grazie al loro interesse - conclude la Brunelli -; ecco, tuttavia, Ferrara non sta sfruttando a pieno la sua task force del contemporaneo, come gli svariati laureati che si potrebbero impiegare, valorizzando ulteriori siti locali. La stessa città, quasi potesse diventare un museo a cielo aperto, ma da vivere».

Matteo Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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