Al Molo serata speciale con Astrid
Alle 19 live della fondatrice dei Goya Dress: «Spero di aver tanta gente a Ferrara»
Astrid Williamson nel ’90 fondò i Goya Dress con Terry de Castro e Simon Pearson. I Goya Dress, icona Brit Pop fecero un album, Rooms, che raggiunse i primi posti della classifica inglese, prodotto da John Cale (fondatore dei Velvet Underground). Il gruppo si sciolse nel ’96, quando Astrid intraprese la carriera solista. Da allora ha pubblicato 5 album, l'ultimo Pulse, ottimamente accolto dalla critica, è stato prodotto da Leo Abrahams, storico collaboratore di Brian Eno. Astrid è la tastierista dei Dead Can Dance e ha collaborato all’ultimo disco solista di Lisa Gerrard, cantante proprio dei Dead Can Dance.
Quanti anni sono passati dai primi passi in musica di Astrid Williamson con i favolosi Goya Dress. Eppure, anche nella sua produzione solista, è sempre riuscita a incantare e catturare grazie a canzoni semplici e ben strutturate a base di pop-folk, impreziosite da una voce incantevole. Ora è in Italia per due soli live con tastiera e chitarra acustica: oggi alle 19 la vedremo al British Pub Il Molo, in via Vignatagliata (l’ingresso è gratuito).
Abbiamo raggiunto l’artista via Skype: complimenti per l’ultimo disco, ha voluto dare una direzione nuova alla sua musica riuscendoci...
«Sì, sono molto felice per questo disco - racconta -, ed anche per la nuova direzione musicale. Non me ne sono resa conto fino a quando il disco non è finito e la cosa mi ha sorpreso non poco».
Dopo 4 dischi è bello vedere che ha ancora tanta voglia di mettersi in gioco e provare a sorprender il suo pubblico.
«Sarebbe davvero noioso continuare a fare la stessa musica all’infinito. Sono felice di aver preso dei rischi con questo album, perché è davvero basato sulla mia emotività. Tutte le canzoni parlano di situazioni reali e persone della mia vita, non ci sono bugie. E penso proprio sia bellissimo dire la verità. Cerco comunque a volte di non essere totalmente diretta, ma di far intendere le cose attraverso suggestioni, piuttosto che rivelare direttamente il mio stato d’animo. Mi piace essere velata, come una figura parzialmente svestita è più erotica di una completamente nuda...».
Tante volte ci ricapita di sentire i Goya Dress: ha bei ricordi della band? Sente ancora quei brani o li propone dal vivo?
«I Goya Dress mi riportano ai giorni più felici della mia vita. Adoro Terry e Simon e sono orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto. Mi piacerebbe riformare i Goya Dress e scrivere ancora musica per noi tre».
A Ferrara suonerà in un posto raccolto, intimo: ha già qualche idea su come queste canzoni suoneranno live?
«Ho appena suonato in Polonia con Brendan Perry (dei Dead Can Dance, ndr) e il pubblico è stato molto attento e rispettoso della nostra musica. È stato fantastico - conclude Astrid -, spero di vedere tanta gente a Ferrara».
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