E proseguono le ricerche sulla nave romana
C’è tanta passione per la ricerca, accompagnata da fervore giovanile attorno all’antica imbarcazione di Valle Pega, portata alla luce fin quasi alla prua e protagonista di una nuova stagione di...
C’è tanta passione per la ricerca, accompagnata da fervore giovanile attorno all’antica imbarcazione di Valle Pega, portata alla luce fin quasi alla prua e protagonista di una nuova stagione di indagini, in grado di risollevare le sorti dell’archeologia in un territorio, quello comacchiese, rivelatosi (la conferma ieri) ricchissimo di evidenze archeologiche.
Ma quale sarà il destino della nuova nave romana? Ne abbiamo parlato con il direttore scientifico dello scavo, l’archeologo Mario Cesarano: «Vogliamo portar fuori tutta la nave e poi fare i rilievi in 3D con Elisa Costa, pure esperta di archeologia navale - confida Cesarano –, per poi procedere con il progetto di tutela. Abbiamo fatto sì che il ministro Franceschini se ne interessasse, perché è veramente un ritrovamento sensazionale. Si contano sulle mani i rinvenimenti di imbarcazioni antiche al mondo».
La nave si trova adagiata e inclinata di 45º su vari strati di terreno, con quello più alto a consistenza sabbiosa che ha reso il legno nello stato superiore più polveroso. «Sembrerebbe che la fiancata superiore della nave, la poppa, manchi, mentre quella inferiore è ben presente».
Ad attendere il team di archeologi e studiosi che collaborano con il funzionario della Soprintendenza c’è ancora tanto lavoro e ora la tensostruttura allestita nei giorni scorsi accanto alla pieve di Santa Maria in Padovetere andrà a sormontare tutto il cantiere, in modo da consentire il proseguimento degli scavi al coperto. «Nel nostro scavo sono state trovate 3 sepolture, una di persona molto giovane: sono sicuramente le tombe più a sud della necropoli». (k.r.)
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