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Piace “Passato prossimo” Pugiotto: «La memoria è decisiva»

Piace “Passato prossimo” Pugiotto: «La memoria è decisiva»

Prosegue la rassegna di storia alla Libreria Ibs.it: un “Passato Prossimo” per testimoniare ai giovani cosa siano il dolore e la fatica di chi ci ha creduto, e la fiducia di chi ci crede ancora. Il...

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Prosegue la rassegna di storia alla Libreria Ibs.it: un “Passato Prossimo” per testimoniare ai giovani cosa siano il dolore e la fatica di chi ci ha creduto, e la fiducia di chi ci crede ancora. Il curatore Andrea Pugiotto, docente costituzionalista, ha sentito il dovere di rispolverare i fatti da non tralasciare e coinvolgere alte istituzioni, quali l’Ordine dei giornalisti e quello degli avvocati, per dare una formazione all’uditorio inatteso; si tratta di quasi duecento persone a incontro.

Perché ragionare sul nostro passato prossimo? «Viviamo tempi di memoria cortissima e questo ormai da tanto. È un tipo di ignoranza razionale - come dicono gli psicologi -, per cui ciascuno decide di non voler sapere; perché rinsalda pregiudizi e convinzioni, sottraendoli alla fatica del dubbio e del confronto: un atteggiamento pericoloso».

In che senso? «I vuoti (anche di memoria) invitano a essere riempiti. In assenza di meglio, a farlo ci pensano agenzie educative non disinteressate. Si pensi alle fiction televisive dedicate a personaggi della nostra storia, azzerati della loro complessità e ridotti a santini della memoria. Ignorare la storia contemporanea, così, da culturale diventa un problema politico».

La grande affluenza di pubblico fa sperare in un domani partecipato? «Mi accontenterei di un domani più consapevole. La discussione pubblica, in Italia, parte da una serie di informazioni clamorosamente sbagliate. È un’ignoranza diffusa che i soggetti investiti di potere usano, costruendoci sopra programmi, allarmi, proteste. Verniciano di nuovo ciò che, invece, è il vecchio che ritorna. Conoscere il passato prossimo vaccina da questi rischi».

Nello sforzo organizzativo, l’Università non è sola: «L’Università svolge la sua funzione solo se si apre alla città. Altrimenti muore, guardandosi allo specchio. Ecco perché “Passato Prossimo” nasce da uno sforzo collettivo, pubblico e privato».(mat.bia.)

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