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Supino e la guerra che non ha combattuto

Supino e la guerra che non ha combattuto

La vita personale, le vicende di una città, la storia di un periodo, il tutto in un diario. "Diario della guerra che non ho combattuto. Un italiano ebreo tra persecuzione e Resistenza" raccoglie la...

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La vita personale, le vicende di una città, la storia di un periodo, il tutto in un diario. "Diario della guerra che non ho combattuto. Un italiano ebreo tra persecuzione e Resistenza" raccoglie la testimonianza di Giulio Supino, ingegnere antifascista morto nel '78, e il suo legame con Ferrara e con Giorgio Bassani. Giovedì è stato presentato al Museo del Risorgimento e della Resistenza, alla presenza di un pubblico numeroso, tra cui diversi studenti del liceo Roiti. Antonella Guarnieri, storica del Museo, l'ha descritto come «prezioso dal punto di vista storico, e con un forte legame con Ferrara, in quanto dà informazioni importanti per la ricostruzione di episodi significativi, tra cui l'eccidio del Castello». Un'opera che «ci dona un nuovo sguardo su quel periodo», ha ribadito Paola Bassani, figlia dello scrittore e presidente della Fondazione a lui intitolata, «una cronaca stringata, lucida e a volte ostica di quegli anni», uno stile spesso ironico per «una testimonianza personale particolarmente toccante», ha aggiunto il Prefetto, Michele Tortora. Michele Sarfatti, curatore del libro, ha precisato come «il libro non è un diario intimo, ma un diario sulla vita che accade, sulla realtà».

Andrea Musacci

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