“Ne resterà uno solo sotto le luci della ribalta”
Elio De Capitani e Ferdinando Bruni conquistano il Comunale con lo spettacolo “Frost/Nixon”
Gli attori in scena sono una macchina di precisione che non conosce ritardi o errori. Elio De Capitani e Ferdinando Bruni sono i due ingranaggi principali, attorno a loro ruota un sistema oliato alla perfezione e tutto questo fa sì che il risultato finale sia eccellente. “Frost/Nixon” da venerdì al Teatro Comunale Abbado di Ferrara, oggi ultima replica alle 16, è uno spettacolo potente e coinvolgente che porta sul palco la serie di interviste che il conduttore televisivo, David Frost, riuscì a fare a Richard Nixon, ex presidente degli Stati Uniti, tre anni dopo le sue dimissioni. La scenografia è volutamente essenziale ma non povera. Le poltroncine utilizzate sono bellissime e funzionali, possono diventare qualsiasi cosa: automobile, aeroplano, studio televisivo... «È stata una fatica trovarle tutte perfettamente identiche - aveva confessato Bruni durante la sua intervista con la Nuova - ma le volevamo proprio così». Frost, anchorman di successo, decide di intervistare Nixon: una lunga intervista/confessione di 5 puntate in cui “mettere a nudo” l’ex presidente. Nixon accetta, in cambio di una piccola fortuna economica. Le sessioni di registrazione del programma procedono come un match pugilistico. Scelta davvero convincente. In quello studio infatti non si stava solo svolgendo un’intervista, no, i due si stavano giocando il tutto per tutto. Da una parte Frost che aveva “messo sul ring” la sua carriera, il successo e i soldi; dall’altra Nixon che lottava per preservare la sua reputazione e riconquistare consensi. Al termine di ogni incontro intervistatore e intervistato si ritirano nel proprio angolo. Poi la campana suona e si riparte. “Andremo avanti senza esclusione di colpi”, aveva detto l’ex presidente. “Ne resterà uno solo sotto le luci della ribalta”, e quell’uno non è stato certo l’eroe negativo Nixon. Il programma ottenne un grande successo e fu seguito da circa 45 milioni di telespettatori. Ma quello prodotto dal Teatro dell’Elfo e dal Teatro stabile dell’Umbria non è solo un ottimo allestimento del celebre testo di Peter Morgan, è anche la dimostrazione che un uomo, per quanto potente e sicuro di sé, se “inchiodato alla sedia” può arrivare ad ammettere le proprie colpe e chiedere scusa al proprio Paese per le sue malefatte. Uno spettacolo di narrazione e pirotecnico, le due cose sono fuse perfettamente in un unicum appassionante.
Samuele Govoni
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