Smentite le umili origini: era una famiglia blasonata
In un atto rogato alla fine del Settecento compare lo stemma araldico di casa Boldini
Fino a qualche anno fa si credeva che il nostro geniale pittore Giovanni Boldini (1842-1931) provenisse da una famiglia povera. Certo, suo padre Antonio faticò a sbarcare il lunario facendo il pittore, ma solo perché a casa aveva moglie e qualcosa come tredici figli, situazione che intaccherebbe il patrimonio di chiunque. Però la famiglia Boldini era tutt'altro che indigente. Nel paese di origine, Portomaggiore (e non Spoleto, come si è creduto fino al 2000, quando ho resi noti alcuni documenti che ne hanno dimostrato la matrice portuense) i Boldini, assai stimati, possedevano case e terreni fin dal Seicento. Venanzo (o Venanzio) Boldini si trasferì a Ferrara nel 1786, forse per far studiare i suoi ragazzi. Tra essi Giuseppe, nonno di Giovanni, divenne medico, e Carlo ragioniere: a spiccare però sarà Luigi senior, notaio, avvocato e membro del Collegio Legale della Pontificia Università di Ferrara. Proprio da un atto rogato e sottoscritto da Luigi senior alla fine del Settecento ricaviamo lo stemma araldico dei Boldini. Il documento termina con il signum tabellionis, una figura posta a fianco della sottoscrizione del notaio come garanzia dell'autenticità dell'atto rogato. Qui abbiamo come signum lo scudo della famiglia del notaio. Al tempo per questi disegni erano usati timbri (mentre fino al Seicento si eseguivano a mano) e raramente si coloravano. Lo stemma, nella descrizione completa di smalti fatta da Pasini Frassoni, si blasona così: «D'azzurro, al leone d'oro tenente la lettera B rivolta d'argento ed accompagnato in capo da due stelle d'oro». Nel nostro signum il leone è “coronato". La scritta sottostante, «A.B.I.U.D.N.F.» ha la "A" che sta per Aloysius (Luigi in latino), la "B" per il cognome Boldini. "I.U.D." equivale a "Iuris Utriusque Doctor" ovvero dottore in utroque iure, nell'uno e nell'altro diritto, civile e canonico. "N.F." lo definisce notaio di Ferrara. Pubblichiamo l'inedito per gentile concessione dell'Archivio di Stato di Ferrara, doc. in A.N.A., notaio Luigi Boldini, mat. 1834, pacco I (1796-1799), "Mandato di procura fatto dalla citt.a Veronica Camanti Fioravanti" del 24-3-1797, in istromento 6-3-1798 Camanti-Sgarbi, prot. n.78. Conc. Prot.n.2452, 11-10-2000.
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