A Ferrara la magia senza tempo di Silvan
Sabato spettacolo del prestigiatore che confida: «La mia è passione, non un lavoro e ci metto il massimo impegno»
Silvan non ha bisogno di presentazioni. Il mago più apprezzato di Italia e non solo, sabato sera è al Teatro Comunale “Abbado” di Ferrara come ospite d’onore a Ibo Magic Show, ultima tappa del festival di magia iniziato lo scorso 1 novembre a Comacchio. Il ricavato degli eventi verrà devoluto all’Associazione benefica Ibo Italia. Sul palco saliranno numerosi performer di successo che si alterneranno in un vorticoso mix di illusioni, risate e colpi di scena. “Novembre Magico” fino ad oggi ha ottenuto un grande successo di pubblico e anche i biglietti per la data di dopodomani si stanno volatilizzando.
La carriera di Silvan, costellata di successi, potrebbe essere racchiusa nella formula ormai universale dell’illusionista: “Sim Sala Bim”. In questa intervista, lo special guest si racconta in esclusiva ai lettori della Nuova Ferrara.
La sua professione ancora la entusiasma: com’è riuscito nonostante la sua lunga attività a mantenere la passione?
«Oltre a lasciarsi travolgere dall’amore - ci spiega - per questa antica professione, se dovessi ricercare un definizione profonda quanto condivisibile, potrei dire che il tutto è stato permeato da un grande impegno personale».
È indubbiamente il mago italiano per eccellenza e uno dei prestigiatori più importanti del XX secolo. Si esercita ancora? Quanto contano costanza e disciplina nel mondo dell’illusionismo?
«Mi esercito due, tre ore al giorno… Costanza e disciplina sono alla base del supposto talento attribuito. Il resto non si impara è dentro di noi».
Come nacque l’amore per la prestidigitazione?
«Per un forte stimolo di emulazione inconscia. A 7 anni vidi un prestigiatore esibirsi. Suscitò in me un interesse per quest’arte non soltanto sotto il profilo artistico, ma anche per le sue origini, cultura e storia. Argomenti che ancora oggi seguo con molto interesse e che hanno contribuito a farmi scrivere una dozzina di libri divulgativi».
Nella sua carriera ha avuto risultati e soddisfazioni sorprendenti, ha ancora qualche sogno nel cassetto?
«Indipendentemente dal prosieguo della mia carriera, si ricordi che il mago non ha età; mi piacerebbe tanto assistere all’affermazione dei giovani maghi italiani al prossimo Congresso mondiale di magia, che si terrà a Rimini nel luglio del 2015. E poi tornare a Ferrara con il mio spettacolo di due ore “La Grande Magia”, composto da 10 persone, attualmente in giro per l’Italia».
Che consiglio si sentirebbe di dare a tutti quei bambini che sognano di diventare illusionisti?
«Di perseverare sempre con entusiasmo. Rammentando, come ripeto da vent’anni, che: l’impossibile può diventare possibile! L'importante - conclude Silvan, nome d’arte di Aldo Savoldello, nato a Venezia - non è diventare un professionista o dilettante di questo settore. Ma di amare con intensità di sentimento, la magia intesa come prestidigitazione, facendola diventare parte integrante della nostra vita».
Samuele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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