Bovelli, il religioso che fermò lo sterminio dei Ferraresi
Una sua lettera il 21 aprile 1945 impedì il bombardamento da parte degli alleati Molte le sue opere in città: dall’Istituto per bimbi sfortunati alla Città del Ragazzo
Fu con una lettera, consegnata dal parroco Dafne Govoni e dal geometra Celestino Benini, che Ruggero Bovelli riuscì a scongiurare lo sterminio degli abitanti della città estense.
Era il 21 aprile 1945 e così Bovelli scriveva.
“All’eccellentissimo Comando Militare Alleato del Fronte Italiano, in quest’ora di crescente angustia e preoccupazione, per le sorte della nostra città che fiduciosa guarda al suo avvenire di libertà e di ordine nuovo, mossi unicamente dal dovere che ci viene dal nostro ministero di Vescovo, col cuore sul labbro faccio appello a codesto eccellentissimo Comando, onde risparmiare l’ingente numero di cittadini.......più che 100.000 oggi ricoverati dentro le mura di Ferrara, qualora si dovesse portare questo, alle porte e dentro la città.
Dò la mia autorevole testimonianza che ogni resistenza tedesca e fascista è morta. In nome di Dio, della cui misericordia tutti abbiamo bisogno, supplico codesto eccellentissimo Comando Alleato, di accogliere il presente appello.......si salvi Ferrara ed i suoi cittadini. Ecco la parola del Pastore in difesa del gregge”.
Sempre lo stesso giorno, dopo che per ben tre giornate ebbe le redini della città, ovvero quando fuggirono dalla città sia il comando fascista che quello tedesco, si rivolse alla popolazione, con un proclama nel quale si firmò solo con il suo nome, tanto era vicino al cuore dei Ferraresi.
“Figlioli, quanto è umanamente possibile, tutto abbiamo fatto. Ascoltate dunque la mia voce che vi invita alla calma ed alla serenità che è il distintivo dei forti.......tutti affratelliamoci, nel nome del Patrono San Giorgio, sotto lo sguardo materno della nostra Madonna delle Grazie”.
Ancora oggi, sono innumerevoli i fedeli dell’arcivescovo Bovelli, quelli che, per intenderci, nel 1945 erano fanciulli ed, è proprio per un ricordo significativo, lasciato da alcuni di loro che, in un momento così particolare della nostra storia mondiale, è il caso di rammentare l’opera di questo ‘Pastore d’anime’, padre di tutti. Bovelli si prodigò per il rifiorire dell’attività religiosa nelle parrocchie. Provvedette a creare l’Istituto per bimbi sfortunati delle Stimmatine della chiesa di Sant’Apollonia, in via XX settembre a Ferrara, dove venivano ospitati i maschietti. Opera sua anche la nascita della “Città del Ragazzo” in via Comacchio ed inoltre trasformò, ampliandolo, il Seminario cittadino.
E, ancora, Bovelli fu presidente dell’opera Pia Braghini, per la quale rifece l’asilo di Pontelagoscuro e, dell’opera Canonici. Inoltre, in via Montebello 8, sempre a Ferrara, fu inaugurata nel 1952 la Casa di Azione Cattolica.
Fu dopo il gesto in favore della città che ne divenne cittadino onorario ed a lui negli anni a seguire fu anche dedicata una via, che collega via Montebello a via Mortara. Numerosi anche i testi nei quali trovare dati su monsignor Bovelli, protagonista per quattro decenni del secolo scorso della vita episcopale a Ferrara e non solo.
Mirella Golinelli
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