La Nuova Ferrara

racconto a puntate

L’indagine di Romano sul diamante arriva al “Castello”

I passi di Will sul ponte levatoio sono leggeri e veloci, quelli di Romano lenti e pesanti. Le differenti velocità della vita e il peso specifico di ciò che hai vissuto. Will accede alla parte...

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I passi di Will sul ponte levatoio sono leggeri e veloci, quelli di Romano lenti e pesanti. Le differenti velocità della vita e il peso specifico di ciò che hai vissuto. Will accede alla parte centrale del Castello, supera il ponte e raggiunge un uomo nascosto nell’ombra. Romano deve fare attenzione. Aderisce alla parete. Respira. Ha il fiato corto. Alcune nuvole di fumo escono dalla sua bocca, è arrivato l’inverno, senza farsi annunciare, arrogante e tagliente, come le sue lame di ghiaccio e neve. Will confabula con l’uomo oscuro. Lui, l’oscuro, sembra agitato, gesticola in maniera concitata. Ci sono di mezzo interessi non da poco, evidentemente. La tensione sale. L’uomo oscuro è sempre più agitato, ora alza persino la voce. “Ma lei cosa crede di fare? Cosa vuole? Sono una persona in vista, io!”.

Troppo spesso si finisce per essere vittime di giochi più grandi di noi. È come quando si è bambini e si gioca con il fuoco per la prima volta. Il calore, il colore della fiamma, il fascino che incanta gli occhi, poi l’ardere della pelle, il pianto. Da bambini c’è l’abbraccio di una madre, da adulti, ben che vada, la vita decide di non farci troppo male.

Will non è uomo che ama trattare, non ama sentirsi dire no. Prende il suo interlocutore per il bavero del cappotto, lo strattona e lascia partire uno schiaffo deciso e ben assestato. L’uomo dinnanzi a Will barcolla, si copre il volto con le mani. Singhiozza. Tutti cedono, alla fine, sotto le spinte della violenza. “L’uomo che lei cerca, Will, ora è a pochi passi da noi. Indossa abiti scuri e si chiama...”.

Il cellulare di Romano suona. Maledizione. Lui prende l’odioso apparecchio elettronico dalla tasca interna della propria giacca. È Lidia, l’ex moglie. Impreca. Sente i rumori di una colluttazione. Will lo supera correndo. Romano non ha tempo per riflettere, riprendere fiato o altro. Ha solo il tempo per capire che sarà una sera molto lunga. Will è già lontano verso piazza Castello. Romano contrae i muscoli delle gambe e si lancia all’inseguimento. I ciottoli della piazza non sono l’ideale terreno per una corsa, specialmente se hai scarponcini di cuoio per nulla comode, specialmente se hai le articolazioni delle ginocchia ormai andate.

Romano arranca, perde metri, perde fiato. Perde. Will supera la cattedrale con il suo inseguitore alle spalle, poi si fermano e Romano guadagna i metri che aveva perso. I due sono fermi a pochi passi dal listone, in piazza Trento e Trieste. Un luogo simbolo di Ferrara, dove tante cose possono accadere, anche quando la nebbia è alta e la folla è tanta.

2, continua

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