«L’erede di Tahira, un romanzo che è venuto a trovarmi in sogno»
Nelle scorse settimane è uscito “L’erede di Tahira” (Butterly edizioni), quarto romanzo di Linda Bertasi. Dell’autrice ferrarese e delle sue opere abbiamo già parlato più volte sulle pagine del...
Nelle scorse settimane è uscito “L’erede di Tahira” (Butterly edizioni), quarto romanzo di Linda Bertasi. Dell’autrice ferrarese e delle sue opere abbiamo già parlato più volte sulle pagine del nostro quotidiano e ogni volta, stupiscono la passione, la dedizione e la cura che mette in ogni suo lavoro. Con “L’erede di Tahira” si apre un nuovo corso nella scrittura della Bertasi, solitamente più attinente al romanzo storico, perché il libro è un paranormal-fantasy. «Questo è un romanzo venuto a trovarmi in sogno, sinora non avevo mai creduto all'ispirazione onirica ma devo ricredermi. La storia - racconta l’autrice - parte dal sedicesimo secolo ma arriva ai giorni nostri, e affonda le sue radici in un'antica profezia egizia. Sono tanti gli elementi che affollano queste pagine: dalla magia al mistero, dal potere dei sogni alla leggenda. Assieme ad Arianna (la protagonista) scopriremo il potere dei libri, il segreto dei ricordi, viaggeremo in epoche differenti ed in luoghi differenti, dall’Amazzonia alla Muntenia, dalla Torre di Londra a Città del Capo vivendo una corsa all’ultimo respiro sino allo sconvolgente finale». Come al solito la scrittura è stata preceduta da un intenso periodo di ricerche che questa volta l’hanno portata a misurarsi con cristalloterapia, ipnosi… «Ho riportato le mie esperienze dirette nei luoghi narrati e in altri ho riportato fedelmente le testimonianze raccolte», specifica. La storia inizia a Viserbella, paesino emiliano romagnolo, il 21 settembre 1561. Qui una donna sta per essere condotta sul rogo con l’accusa di stregoneria, di quel giorno la figlia conserverà per sempre il drammatico ricordo e un ciondolo misterioso...«La leggenda contenuta nel libro e la figura di Tahira - conclude - sono liberamente ispirate alla strega Vaccarina che visse realmente in provincia di Rimini nel 1500 e che fu realmente bruciata sul rogo».
Samuele Govoni
