La Nuova Ferrara

Un musical, un grande mito questa Evita piace sempre

Un musical, un grande mito questa Evita piace sempre

Simona Angioloni senza voce riesce a commuovere il pubblico ed i colleghi La compagnia ha promesso che tornerà a gennaio per un’altra esibizione

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Duplice il successo per i due momenti legati al musical “Evita”: prima il Gran Galà di beneficenza al Duchessa Isabella con la presenza della stilista Deanna Biagi, Elisa Muriale testimonial di Xento che ha sfilato indossando gli abiti di Evita, l'artista Cinzia Pellin che ha realizzato un'opera del valore di 4.000 euro messa all'asta al termine dello spettacolo e tanti altri ospiti, tutti e tutto a favore della Fondazione Ado impegnata in questo momento nella realizzazione della Casa del sollievo; e poi sabato al Teatro Abbado, con il patrocinio del Comune di Ferrara, dove per circa due ore sul palcoscenico la figura di Evita è tornata a vivere, nonostante i problemi di salute della protagonista Simona Angioloni, la cui voce ha subìto un abbassamento per l’esibizione estemporanea della sera precedente. L’artista è andata comunque in scena, per uno spettacolo ancora più emozionante, tanto che alla fine il pubblico era commosso, al pari della brava cantante. La compagnia ha promesso che tornerà a gennaio con un’altra esibizione con riduzione per chi era presente l’altra sera.

Quello che maggiormente lo spettatore ha colto è stato l'aspetto umano, scegliendo di aprire lo spettacolo con la bara di Evita. Da questa scena sempre emozionante poiché segna la fine di un'esistenza umana, ha inizio il flashback del percorso che ha portato Evita dalla città di Junin al ruolo di first lady, a disprezzare le donne dell'aristocrazia che la escludono dalla Società di Filantropia che solitamente è diretta dalla moglie del presidente ed a fondare la “sua” associazione benefica di Aiuto Sociale a favore dei più poveri.

Spettacolo straordinariamente interpretato, come sono state le coreografie, i costumi ma soprattutto le musiche tra cui il successo mondiale Don't cry for me Argentina che ha aperto il secondo atto fra gli applausi del pubblico. Un lavoro che grazie all'impegno di Xento Ferrara ha aiutato l'Ado a portare a termine il progetto della Casa della solidarietà.

Margherita Goberti