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Bolognesi, rifugio della musica indipendente

Bolognesi, rifugio della musica indipendente

Il circolo in piazzetta San Nicolò dà spazio alle varie proposte giovanili: venerdì suonano i D-Drop, sabato l’inglese Kelpe

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Esiste l’anno solare, quello scolastico e (perché no?) quello musicale.

Per l’Arci Bolognesi a Ferrara l’anno musicale si conclude con il botto perché fra gli ospiti attesi questa settimana c’è l’inglese Kelpe (alias Kel McKeown), il quale suonerà sabato sera. Si tratta di un artista che ha conquistato il mondo con una realtà sperimentatrice, alternativa ed elettronica. Confluiscono in lui gli echi dell’estetica Warp, il funk di Sly Stone (leader degli Sly and the Family Stone), il minimalismo di Steve Reich e gli intrecci percussivi dei Tortoise. Ma guai a trascurare il made in Italy, perché venerdì sera salgono sul palco i ferraresi D-Drop col loro rapcore avanguardistico ed underground.

Forse non ci abbiamo mai pensato, però il Bolognesi è davvero un avamposto della musica giovanile indipendente di Ferrara. Sicuramente la sua posizione, in piazzetta San Nicolò, accogliente e facilmente raggiungibile dal centro, ha svolto la sua parte. Ma un plauso è di dovere anche a chi, da dietro le quinte, ha gestito con cura e dedizione le programmazioni musicali.

Tra questi giovani c’è sicuramente Caterina Montosi, membro del direttivo Asp Arci Bolognesi, la quale dal 2007 si occupa del Circolo.

Come definisce Caterina l’Arci Bolognesi?

«Il Circolo - risponde - secondo il nostro punto di vista è un “torrione” inserito in una visione strategica moderna ed è un punto di riferimento in una piazzetta fino a qualche anno fa “dimenticata” da tutti dove, senza un monitoraggio continuo, ancor oggi possono nascere tensioni tra gruppi di diverse etnie».

Un crocevia per ferraresi e non: cosa offre il Bolognesi?

«Il Circolo organizza concerti da quando nel 2005 cambiò presidenza e passo così da un centro di aggregazione rivolto a una fascia d’età più alta ad un locale d’intrattenimento rivolto a un pubblico giovane; il gran numero di studenti presenti sul territorio ha sicuramente bisogno di un locale centrale che gli permetta di arrivare ed andar a casa a piedi dopo essersi goduto una bella serata. Il nostro impegno è davvero molto, ma ci permette di offrire una programmazione concertistica, e non solo, sempre molto variegata».

Cosa ne pensi della musica indipendente?

«La musica indipendente in Italia e nello specifico a Ferrara ha sicuramente una grandissima importanza, perché è il motore che dal basso muove il panorama musicale e ha un valore di sperimentazione e nuova visione della realtà. Il territorio ferrarese, purtroppo, è povero di location in cui potersi esibire, per questo spesso il Circolo vuole dare spazio alle nuove leve della musica».

Sogno nel cassetto?

«Continuare, migliorare e realizzare insieme - conclude Caterina - una location che sia un luogo d’arte, d’incontro e di condivisione nella quale si cresce e si impara in sinergia!».

Eleonora Poltronieri

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