La Nuova Ferrara

La “nuova” danza è davvero Fuoristrada

Appuntamento questa sera al Teatro comunale Abbado con protagonisti i professionisti Basso, Russolillo e Fardelli

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Caterina Basso, Irene Russolillo e Stefano Fardelli sono i protagonisti oggi alle 21 della seconda serata di Fuoristrada 2014, la piattaforma di danza contemporanea che il Teatro Comunale di Ferrara dedica alla proposta dei giovani coreografi e delle giovani compagnie italiane emergenti, ormai giunta alla sua nona edizione. Ad aprire la serata sarà Caterina Basso, che porterà in scena “Il volume com’era”, performance di cui è interprete e regista, e che prende avvio in assoluto silenzio. La danzatrice comincia a spostare con rigore e cura oggetti invisibili, lancia biglie immaginarie, fa roteare monetine inesistenti e alterna una differente qualità di movimento nelle mani e nelle braccia che si diffonde progressivamente all'interno corpo. Tutti i segni coreografici, dapprima isolati ed evocati dal suono che producono (tonfi, rumori acquatici, tintinni di monete...) si raggrumano procedendo verso l'epilogo del solo movimento accelerato e compulsivo, che a singhiozzo diventa ritmo e cerca delle vie di uscita da limiti e percorsi, senza trovarle davvero. Seguirà “Strascichi” di Irene Russolillo, artista che con questa piéce ha vinto il Premio speciale Equilibrio 2014 come miglior interprete. È un lavoro sulla solitudine, un tentativo di bastarsi da sola in una danza sottile e nerboruta, fatta di accenti fulminanti e di un uso smodato e sporco del corpo. Sulle musiche originali di Pietro Corso e della stessa Irene Russolillo, mentre sullo sfondo scorre la traduzione di versi declamati in inglese, la performer, in un misto di rabbia graffiante e di insofferenza, rivive il racconto dei brandelli di un'unione. A chiudere il cerchio sarà Stefano Fardelli con una coreografia vincitrice del secondo premio del Gdansk International Festival Solo Dance Contest 2014. La coreografia di Svarupa-vyakta (“Il Se”) è stata suggerita a Stefano Fardelli a Varanasi, una città dell’India su una sponda del fiume Gange: «L’accesso all’acqua avviene attraverso una scalinata chiamata Gat dove una mattina mi sono seduto per osservare l’atmosfera che mi circondava. L’umidità creava una sorta di nebbia e il color bianco del cielo si confondeva all'orizzonte». Sul palco un danzatore che, sulla musica di Ben Frost, dialoga con una nuvola di cinque palloncini attraverso lenti movimenti. La dialettica tra il danzatore e i cinque palloncini è una rappresentazione di quella tra l'uomo e le cinque proiezioni del “Sè”, in cui i palloncini riproducono il movimento del danzatore in un'altra dimensione. La serata è fuori abbonamento. Posto unico da 10 a 12 euro. Info: 0532 202675; www.teatrocomunaleferrara.it