Il Meis sarà ancora più importante
Domani inaugura la sezione con le opere contenute al Museo Ebraico di via Mazzini ancora chiuso
Chiuso in seguito al terremoto del 2012, il Museo Ebraico di via Mazzini rivive all’interno del Meis di via Piangipane. Dove inaugura domani, alle 18, la mostra “Torah fonte di vita”, non un semplice trasloco, bensì un nuovo allestimento in cui è possibile ammirare una settantina di oggetti (tessuti, preziosi in argento, candelabri, armadi e pulpiti) di proprietà ferrarese o frutto di donazioni. «Nonostante il sisma – spiega Massimo Maisto, vicesindaco e membro del Cda della Fondazione Meis – la città continua a mostrare i propri capolavori. Si tratta di un modo per mettere insieme il futuro Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah con quello di via Mazzini. In attesa dei lavori di ripristino, dopo cui gli oggetti torneranno nella loro ‘casa’ più belli e studiati di prima».
Sono infatti programmate alcune opere di restauro: l’operazione comprendendo i costi per l’allestimento e la gestione della mostra, vale circa 150mila euro. L’apertura è prevista alla fine del 2015, ma non si esclude una proroga, vista la complessità degli interventi alle sinagoghe. Dopo una serie di mostre gratuite ospitate nel Meis, questa sarà la prima a pagamento: 4 euro intero, 3 il ridotto disponendo della MyFe Card, gratis i minorenni.
«Quando si parla di cultura ferrarese - ha detto Carla di Francesco, direttore regionale per i beni paesaggistici e culturali, ieri assente - non si può prescindere dal contributo che ad essa ha dato nei secoli la Comunità ebraica. Questa è anche la ragione per cui, ben volentieri, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, per mezzo della direzione regionale, ha dato il proprio contributo alla mostra che inaugura con il restauro di alcuni oggetti estremamente significativi ed evocativi della cultura ebraica. Questo è anche il motivo per cui è stato deciso di far crescere il Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. Due realtà, il museo ebraico e il presente e futuro Meis, che camminano insieme per testimoniare l’appartenenza piena alla storia della città estense antica e contemporanea».
In via Piangipane le tre sale espositive vedranno protagonista la Torah, la Bibbia ebraica, e i vari momenti in cui il singolo ne viene in contatto: dalla lettura collettiva delle preghiere al rito pubblico e privato illustrato dagli oggetti cerimoniali realizzati a partire dal XVII secolo. «Abbiamo puntato – dice la curatrice Sharon Reichel – su un tipo di comunicazione aperta anche a un pubblico non abituato a visitare i musei ebraici, un linguaggio che presenti la cultura di una minoranza ma pure che riesca ad abbattere le barriere: non c’è niente di più italiano degli ebrei italiani».
L’area dedicata ai testi che conclude il percorso è affiancata da uno spazio in cui il pubblico potrà interagire ponendo domande. Un’area multimediale è riservata alla promozione turistica con due itinerari sulla Ferrara ebraica. Maisto ha inoltre aggiornato la situazione dei lavori in Piangipane: da alcune settimane sono iniziate alcune opere di demolizione interna. A primavera inizieranno interventi più corposi previsti nel primo lotto, della durata di un anno e mezzo, finiti i quali potrà dirsi effettivamente aperto il museo, ancora in attesa di finanziamenti per il secondo e ultimo lotto.
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
