La Nuova Ferrara

Una vita degli anziani originale e ironica

Una vita degli anziani originale e ironica

Parlano Lella Costa e Paolo Calabresi in scena al Comunale «Recitare ogni sera “Nuda proprietà” per noi è un piacere»

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Sabato e domenica in scena al Teatro Comunale Abbado di Ferrara ci sarà Nuda proprietà, con Lella Costa e Paolo Calabresi. Lo spettacolo di Lidia Ravera, che già lo scorso gennaio al De Micheli di Copparo aveva ottenuto grande successo, torna nel Ferrarese per un nuovo appuntamento, praticamente ad un anno di distanza.

Abbiamo intervistato i protagonisti per sapere da loro di cosa tratta quella che non è solo una storia d’amore senile, ma un percorso di due persone opposte che si ritrovano ad affrontare la vita insieme.

«Questo spettacolo - spiega Lella Costa -, porta in scena uno spaccato di vita. Nascono relazioni e si intavolano riflessioni. Penso che Nuda proprietà sia un inno all’ironia ed all’originalità, non un’opera melensa o il racconto di due anziani che si scoprono innamorati. C’è anche il sentimento, ma non è tutto lì».

Chi è Iris?

«Iris è una donna che ha sperperato parole, denaro, storie e sentimenti. Ora però è in una fase della vita nella quale deve fare più attenzione ai suoi passi. Quando incontra Carlo non riesce a resistergli e tra i due nasce una relazione vitale, nonostante il momento difficile che entrambi stanno attraversando».

È difficile ogni sera portare sul palco la delicatezza e l’intimità che l’opera richiede?

«Non lo è per niente ed è una cosa fantastica. Il testo è talmente ben scritto ed intenso che ogni sera è un piacere poterlo interpretare e poi stare in scena con Paolo (Calabresi, ndr) è davvero un privilegio. C’è sintonia tra noi. Nuda proprietà - conclude la popolare attrice - ha un andamento molto vario, si alternano momenti di farsa e introspezione, di intimità e commedia».

Passiamo a Paolo Calabresi, per chiedergli chi è Carlo?

«Carlo è uno psicanalista - ci racconta l’attore - abituato a far parlare gli altri, a guardare le vite allo specchio. Ad un certo punto nella sua piomba Iris che è il suo esatto opposto: esuberante e carismatica. Insieme vivono una storia bellissima più che di amore, direi di intenti comuni. Sono due personaggi lontani, i quali imparano a vivere e ad affrontare il presente insieme».

E dove trovano la forza per andare avanti? Cosa non deve aspettarsi il pubblico che viene a teatro?

«Nella leggerezza e nell’ironia. Il pubblico non deve aspettarsi niente di smielato o melodrammatico. Non è una storia d’amore. È una commedia scarna ed essenziale, i personaggi sono diretti, niente è inutile. È la storia di un incontro e viene raccontata in maniera diretta, come raramente accade nella drammaturgia italiana contemporanea».

Samuele Govoni

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