Al Meis i tesori del museo di via Mazzini
Il “prestito” durante le fase di ristrutturazione. Tra i cimeli la prima edizione di Una città di Pianura del giovane Bassani
Si accendono le luci della festività di Hanukkah che ricorda il successo della rivolta ebraica di 22 secoli fa contro gli stranieri in Medio Oriente. La parola significa “inaugurazione” e la commemorazione non a caso coincide con l’apertura, nelle palazzina del Meis di via Piangipane a Ferrara, della mostra “Torah fonte di vita” che ospita parte della collezione del Museo Ebraico di via Mazzini, tuttora chiuso in seguito al sisma. «Questa è una tappa importante – ha detto ieri pomeriggio il presidente della Fondazione Meis, Riccardo Calimani – nel percorso lento, troppo lento, della realizzazione di un progetto che merita grande attenzione, quello dell’apertura di un museo che sarà un luogo molto importante per la città, l’Emilia Romagna e lo spirito europeo. La mostra non è solo un’esposizione di affascinante bellezza, sarebbe troppo poco; è un laboratorio per il confronto di idee diverse». Il rabbino Luciano Caro ha espresso il compiacimento della Comunità ebraica ferrarese per il temporaneo trasferimento delle opere. «Forse non ve le daremo indietro», ha scherzato Calimani, attirandosi l’altrettanto ironica replica: «Credo di poterti smentire quanto prima».
La rassegna è curata dalla storica dell’arte Sharon Reichel, con l’allestimento dell’architetto Monica Bettocchi. Nel percorso delle tre sale espostive si avvicendano i diversi momenti in cui il singolo viene a contatto con la Torah: dalla fruizione collettiva in sinagoga e nella comunità, con la lettura pubblica delle preghiere, al rito pubblico e privato illustrato dagli oggetti cerimoniali realizzati a partire dal XVII secolo: tessili e manufatti il cui uso è collegato al Pentateuco, al ciclo della vita e alle feste. L'area dedicata ai testi che conclude la mostra - e che comprende una prima edizione autografata del libro “Una città di pianura”, di Giacomo Marchi, pseudonimo di Giorgio Bassani - è affiancato da uno spazio in cui il pubblico stesso è invitato a interagire ponendo domande.
Presenti all’inaugurazione, tra gli altri, il vicesindaco Massimo Maisto, la direttrice regionale della Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna Carla Di Francesco, l’assessore regionale uscente alla cultura Massimo Mezzetti, la neoconsigliera regionale Marcella Zappaterra, il prefetto Michele Tortora e il questore Orazio D’Anna. La mostra rimarrà aperta per almeno un anno ed è a pagamento: 4 euro per il biglietto intero; 3 euro il ridotto con presentazione della MyFe Card; gratis i minorenni. Fino al prossimo 31 marzo gli orari di visita saranno: dal martedì al giovedì, 10-13 e 15-17; il venerdì, 10-15; la domenica, 10-18. Giorni di chiusura: lunedì, sabato e festività ebraiche.
Fabio Terminali
