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il centenario

Codigoro ricorda il grande pittore Tino Giardini

Codigoro ricorda il grande pittore Tino Giardini

Sono passati 18 anni da quando Codigoro ha perso un personaggio di spicco del mondo dell’arte che si era affermato oltre i confini del proprio territorio, conquistando vasta eco anche a livello...

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Sono passati 18 anni da quando Codigoro ha perso un personaggio di spicco del mondo dell’arte che si era affermato oltre i confini del proprio territorio, conquistando vasta eco anche a livello nazionale. Si sta parlando del pittore Tino Giardini, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita. A tracciare il percorso personale ed artistico dell'eclettico Tino Giardini, Enrico Cestari.«Tino Giardini - ha ricordato Cestari - si era diplomato in disegno e studio della figura contemporaneamente al conseguimento del titolo di studio di insegnante elementare, aggiungendovi anche quello di violino. Ma la sua più grande passione era sempre stata la pittura». «Tino dapprima era stato pittore realista, poi è avvenuto ciò che per lui era stato un impatto sconvolgente, ovvero quello con l’arte di Burri, facendogli scoprire, in quel tipo di arte informale, la sua vera e naturale tendenza pittorica». Cestari ha poi ricordato una prestigiosa mostra di Tino Giardini, tenutasi alle Grotte Boldini di Ferrara, dove aveva ricevuto una visita del pittore ferrarese Fabbriano che nel vedere i lavori esposti commentò «qui siamo al cospetto di un vero pittore». Una scoperta, come ha voluto ricordare Cestari che è stata mancata e quell’assenza era da imputare a molteplici motivi, tra questi il carattere alquanto schivo di Giardini, che l'aveva portato ad una sorta di isolamento.

Maria Rosa Bellini

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