L’ordine dei Templari aveva dimora ferrarese nella chiesa della Rosa
L’edificio storico dove ora si trova l’Ina Assicurazioni Sede di tante iniziazioni e riti: tanti gli scritti che la citano
Molti sono i fatti storici, degni di considerazione nel 1714, tra questi:la creazione da parte di Ludovico Boschini, della Confraternita degli “Schiavi”, istituzione presente nella Chiesa di San Leonardo, della cui esistenza in Masi Torello se ne ha conferma già nel 1257; essa riscattava i ferraresi che venivano catturati dai saraceni; l’investitura a Legato per la città di Ferrara del Cardinal Giulio Piazza; l’incremento demografico della popolazione che, allora, contava in città 25.574 anime.
Ciò che affascina e che, rimane un enigma, sono i dipinti o, meglio, le prime opere del 1714 di Giacomo Filippi, racchiuse nella chiesa di Santa Maria del Tempio. Del Filippi,pittore quadraturista, in grado di ritrarre la verità, con forti tinte, non è nota la data di nascita, poiché nella chiesa di Santa Maria in Vado, dove è conservato il “Liber Mortuorum”, risulta solo quella di morte (1743) e, pare, secondo Thiene - Becker (l’unico che la riporta)sia nato nel 1692.
Santa Maria del Tempio (o della Rosa), fu fondata nel 1156, come ricordo del Tempio di Salomone e, per venerare Maria, le cui doti morali altissime, erano paragonate a quelle d’un ‘cavaliere’.
La ‘rosa’ rappresentava la perfezione e la sapienza e, per codesto motivo, fu appellata anche ‘della Rosa’. In questa sede, molte furono le iniziazioni templari ed i rituali segreti che venivano praticati. Gemelle (però ancora visibili) a Santa Maria del Tempio sono la chiesa di San Giuliano, fiancheggiante il Castello, e quella di San Giacomo, dove pare vi sia nascosta la tomba del fondatore dell’ordine Templare, Ugo de Payens ma, oggi, trasformata in cinema Apollo 4.
Santa Maria del Tempio sorgeva dove oggi, si trova il palazzo dell’Ina Assicurazioni. Gli antichi testi l’appellavano per via d’un abbeveratoio, fatto costruire da Borso, “Santa Maria del Guazzatore”, come risulta dalla lapide apposta al civico 50. Qui si fa riferimento anche ai personaggi famosi sepolti, in questa chiesa. Tra loro, figurava pure lo storico Antonio Frizzi morto nel 1800. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale venne bombardata. La demolizione terminò nel 1951 e intorno al chiostro, ancora visibile, fu costruito il complesso di viale Cavour.
L’immagine virtuale della chiesa di Santa Maria del Tempio o della Rosa, ci rimane attraverso gli scritti degli storici ferraresi:
- Così, entrando nella chiesa, in un ovale si trovava un dipinto del centese Stefano Figatelli del “Beato Pietro da Pisa”. La quadratura e, le altre pitture erano di Giacomo Filippi
- Il secondo altare conservava, del Bastarolo o meglio di Giuseppe Mazzuoli, il dipinto dedicato a “Santa Barbara”. Giacomo Filippi, aveva ornato la quadratura con macchie. Questa seconda cappella, appartenente alla Famiglia Naselli, contemplava anche opere di Giacomo Parolini e, gli “Angeli di legno” di Andrea Ferreri
- “Santa Caterina martire” venne rappresentata da Giambattista Cozza, nell’altare seguente mentre, Giuseppe Facchinetti si occupò delle pitture ad affresco
- Il Bastarolo, dipinse un “San Bartolomeo” ed un”San Girolamo”, nelle portelle interne dell'organo della cantoria
- Nella cappella vicina, il quadro dipinto da Giuseppe Avanzi, rappresentava, “l’Annunciazione alla Vergine”
- Come sempre dell'Avanzi, vi erano i due grandi quadri della cappella maggiore, dove in uno era rappresentata, “Maria in fuga dall’Egitto” e, nell’altro “Gesù tra i dottori”
- Di Giuseppe Cantù, erano le pitture del cattino mentre, quelle del già citato Ferreri, erano le statue di “San Pietro da Pisa” e “San Girolamo”.
- La statua genuflessa di “San Carlo”, davanti al Crocifisso, nell’omonima cappella era d’autore ignoto. Di Giacomo Galli, invece, quelle di “San Pietro Apostolo” e “Sant’Onofrio”.
- Ancora Figatelli, compose la “Tavola dei Santi”, nell’altare seguente ma, v’erano anche gli affreschi del Ferreri
- Nella cappella contigua, trovavasi la scultura di Giovanni Cremasco, dedicata alla “Maria Vergine”. Gli stucchi, gli affreschi e, gli ornamenti invece, sempre del Ferreri.
- Alfonso Lombardi, nell’ultimo, fu l’autore delle statue di terracotta, raffiguranti “L’insieme dei fedeli davanti alla bara di Cristo”. Nuovamente le quadrature del Filippi e, le figure del Figatelli
- Nel mezzo della Chiesa, il catino era opera di Giuseppe Bastaroli. Nella navata di mezzo, vi furono dipinti dal Figatelli, “Gli Apostoli”
- L’Avanzi immortalò molti fatti del Nuovo Testamento. Questi quadri erano nella sagrestia, come del resto, quelli di pittori più antichi, i quali, raffigurarono, “I Santi”
La congregazione di san Pietro da Pisa
Furono i seguaci di Pietro da Pisa ad insediarsi a Ferrara, portando con loro la fede sanpietrina, nella celebrazione della prima messa che avvenne a Pisa, nella chiesa di San Pietro in Grado, nel 44 d.C., quando San Pietro tornò dalla Palestina. La chiesa di San Pietro in Grado fu riedificata nel 1000, al di sopra d’una costruzione paleocristiana dell’VIII secolo. Fu frequentata dai Templari che indossavano abiti con ’croci patenti’, come quelle che lasciavano graffite sulle pareti.
Quindi Santa Maria del Tempio divenne anche ‘della Rosa’ o ‘Roxa’ (dal latino), dal 1449 in poi, data in cui i frati della Congregazione di San Pietro da Pisa si stabilirono in città. Da questo, il collegamento con le opere del Figatelli e del Filippi.
Mirella Golinelli
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