Il teatro “Verdi” prepara le celebrazioni per il secolo di vita
A Porotto nel 1915 fu fondata la “Società corale” omonima La direttrice Benetti: «Festeggeremo con un grande evento»
Domenica 23 maggio 1915, ventitré uomini costituirono ufficialmente la “Società corale Giuseppe Verdi di Porotto”, associazione che trovò casa nel teatro della frazione cittadina edificato pochi mesi prima con Carlo Viari nominato primo storico maestro.
Sabato 23 maggio 2015, in quello stesso teatro, si terrà il Gran galà della lirica: un appuntamento importante e pensato appositamente per celebrare il compleanno del “Verdi” di Porotto.
Il teatro ha superato due guerre mondiali ed un terremoto. È rimasto chiuso per anni, è stato utilizzato impropriamente, ha passato momenti bui e ha vissuto in bilico per tanto tempo ma nonostante tutto è ancora lì, in via X Martiri 141. È trascorso un secolo, un secolo in cui attorno all’edificio tante cose son cambiate.
Per tanti anni quel bacino culturale venne utilizzato come magazzino e come deposito. Restò un punto di ritrovo; fu sede di feste e serate speciali ma di teatro, dal secondo dopoguerra, in poi si parlò poco.
Purtroppo il materiale fotografico è pressoché inesistente, riuscire a recuperare qualche scatto degli anni che furono sarebbe un patrimonio enorme. «La gente amava quel teatro - aveva ricordato il presidente Franco Ragazzi durante una conferenza -; dopo una giornata intera passata nei campi gli abitanti si ritrovavano per provare gli spettacoli».
Nel 2006 la società corale si è trasformata in associazione e, successivamente, i primi proprietari cedettero gratuitamente l’edificio alla neonata associazione “Teatro Giuseppe Verdi” di Porotto.
«La comunità locale è veramente legata al suo teatro - spiega Shamira Benetti, vicepresidente e direttrice artistica - e lo dimostra il fatto che dopo cento anni lo spazio è ancora lì. La scorsa stagione “a km 0”, abbiamo coinvolto unicamente compagnie del territorio, ci ha concesso di acquisire un po’ di visibilità e di chiudere in positivo il bilancio annuale. Questo ci ha permesso di organizzare la nuova stagione in modo più ricco e strutturato».
Per gestire un piccolo teatro oggi occorre veramente fare i salti mortali e bene lo sanno le “nuove leve” che si impegnano assiduamente per rilanciare quello di Porotto.
«Dopo il terremoto abbiamo dovuto rifare soffitto, palco, camerini, e ora vogliamo adeguare il loggione in modo da poter aumentare la capienza della sala da 120 a 140 posti. Fino ad ora - ci dice in un sospiro - sono stati spesi 70mila euro e non è ancora finita».
Aperto a nuove proposte, collaborazioni, idee e progetti l’entourage del “Verdi” ha tutta l’aria di voler riaccendere le luci della ribalta su di una struttura che rimane uno dei gioielli del nostro territorio.
«L’evento del 23 maggio coinvolgerà cantanti lirici di fama internazionale. Il direttore artistico della serata sarà la mezzosoprano Cristina Guarino. Abbiamo lavorato e lavoreremo assiduamente a questo centenario e non solo perché vogliamo che il teatro diventi un punto di riferimento per la collettività tutta, ma anche per le nuove generazioni».
Samuele Govoni
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