Al Teatro Abbado arriva Accorsi
Il popolare attore bolognese porta in scena il Decamerone
La Firenze del XIV secolo come metafora della società contemporanea, appestata non nel corpo ma nello spirito. E il bisogno profondamente umano di raccontarsi, di trovare rifugio nella letteratura, per scongiurare il rischio di contagio. Decamerone: vizi, virtù, passioni è il secondo capitolo del progetto "Grandi Italiani" di Marco Baliani, Stefano Accorsi e Marco Balsamo, in scena al Teatro Comunale di Ferrara "Claudio Abbado" dal 7 al 9 gennaio per il primo appuntamento del 2015 con la stagione di Prosa.
Sul palco, accanto ad Accorsi, troviamo Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu e Nike Anna Silipo, con scene e costumi di Carlo Sala; regia e adattamento teatrale sono a cura di Marco Baliani, firma la drammaturgia Maria Maglietta; disegno luci di Luca Barbati. La struttura polifonica del testo – una selezione di sette novelle in bilico tra il sublime e il rozzo, il licenzioso e il poetico – ha il suo simbolo nel carro-furgone parcheggiato al centro della scena, casa e "teatro viaggiante" della Compagnia: un omaggio ai figli dei fiori, agli anni '60, gli ultimi – ha dichiarato Baliani – «in cui si è sperato di costruire qualcosa». Speranze cancellate da una nuova epidemia di peste, quella della corruzione, che tanto ricorda la follia e la crudeltà del Medioevo ritratto da Boccaccio.
Ecco allora l'esigenza di scacciare, anche se per poco, la paura del contagio, il bisogno di raccontare e raccontarsi, oggi come ieri, tra i privilegiati sfuggiti alla pestilenza del XIV secolo. Serve un modo per passare le giornate, servono storie – sentimentali, erotiche, anche ridicole – che aiutino a dimenticare, che rendano il mondo meno terribile; vite da prendere in prestito, per scordare quelle che si stanno faticosamente vivendo. A quasi settecento anni di distanza, Boccaccio dimostra così di saper ancora parlare di noi, delle nostre mancanze, ossessioni, virtù e passioni; e, partendo da una selezione di sue novelle, Baliani costruisce per Accorsi uno spettacolo in cui si dipana il mistero della vita stessa. «Abbiamo scelto di raccontare alcune novelle del Decamerone - ha spiegato Marco Baliani - perché oggi a essere appestata è l'intera società. Ne sentiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le mafie, l'impudicizia e l'impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli. In questa progressiva perdita di un civile sentire, ci è sembrato importante far risuonare la voce del Boccaccio attraverso le nostre voci di teatranti. Per ricordare che possediamo tesori linguistici pari ai nostri tesori paesaggistici e naturali, un'altra Italia, che non compare nei bollettini della disfatta giornaliera con la quale la peste ci avvilisce».
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Comunale mercoledì 7 gennaio alle 21 (turno A); giovedì 8 gennaio alle 21 (turno B); venerdì 9 gennaio ore 21 (fuori abbondamento). Giovedì 8 gennaio alle 17 la Compagnia incontrerà il pubblico nel Ridotto del Teatro, in un appuntamento coordinato da Samuele Govoni, giornalista pubblicista, collaboratore del quotidiano La Nuova Ferrara e dell'agenzia Ansa. Biglietti da 8 a 30 euro, in vendita online e in biglietteria.
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