“Avrò cura di te” nel 2014 batte la ferrarese Bignardi
Impennata di vendite durante le festività, da non perdere la nuova edizione de “Il piccolo principe” con traduzione di Bregola
Regalo pensato per il significato che contiene, oppure soluzione svelta ed a portata di mano, il libro è stato uno dei protagonisti indiscussi della vigilia di queste festività giunte proprio oggi alla conclusione, ma quello di carta, come lo conosciamo da sempre. La dimostrazione stava nelle code alle casse delle librerie della nostra città, specialmente con l’avvicinarsi del nuovo anno. Fra i titoli intramontabili è spiccato Le Petit Prince, in tutte le vetrine ed in tutti i formati: il biondo principino è stato il vero e proprio canto del cigno per Bompiani, la quale non ha rinnovato la paternità dei diritti d’autore. Tanto che l’editore Barbera ha salutato il 2015 con una delicata versione in verde speranza, tradotta dal conterraneo Davide Bregola ed uscita giusto ieri.
Sul podio di palazzo San Crispino, sono arrivati tre romanzi, due italiani ed uno straniero; Avrò cura di te (Longanesi), di Gramellini e della Gamberale, ha tagliato il traguardo, superando sia L’amore che ti meriti (Mondadori) della nostrana Bignardi, sia Storia di una ladra di libri (Frassinelli), dell’australiano Markus Zusak. «Un volume del 2014 da non dimenticare - suggerisce Patrizia Ricci, direttrice di Ibs.it - è Il Capitale nel XXI secolo (Bompiani), di Thomas Piketty, che getta le basi della futura concezione economica, contestualizzando le profezie di Marx sulla disuguaglianza sociale affermatasi con l’età del benessere».
Il “malloppone” da ospitare nella libreria di casa, non a caso, è stato valutato quale saggio più rilevante dell’anno dal settimanale l’Espresso. «Letteralmente divina - aggiunge la Ricci - è la lettura di Giuda (Feltrinelli), di Amos Oz, che considero tra le penne più elevate del panorama letterario nonché, a mio parere, da Nobel».
Dall’altro lato della piazza, invece, hanno dominato nelle borse rosse dei lettori i medesimi autori, tranne che per la medaglia di bronzo, aggiudicatasi da La regola dell’equilibrio di Carofiglio (Einaudi). Nel negozio di via Garibaldi gennaio è cominciato all’insegna dei grandi classici: «Consiglio Lettere sulla felicità (Bur) di Epicuro - l’augurio di Erika Cusinatti, direttrice della Feltrinelli -, siccome apprezzare ciò che siamo e godere di ciò che possediamo è quello che conta nei momenti di crisi, in cui ci si concede poco. Mentre per i bimbi L’uomo che piantava gli alberi (Salani) di Jean Giono, resta imprescindibile per dare continuità ai giovani sguardi sul domani».
Così dunque le due direttrici del flusso ferrarese di parole appena stampate, si sono rivelate ancora libraie dentro, con morbidezza e coinvolgimento. Pronte a schierarsi a favore dei piccoli marchi di spessore o di quelle voci, per troppi datate, ancora capaci di far riflettere.
Last but not least, all’accogliente libreria Sognalibro in via Saraceno è invece andata a ruba lo scorso anno Una Bibbia, rivisitazione in chiave poetica del testo sacro, con le illustrazioni senza confronto di Rébecca Dautremer, sicurametne uno tra i pezzi forti del negozietto immerso nel Ghetto cittadino.
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