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da domani al teatro comunale abbado

C’è il “Decamerone” con Accorsi, che poi incontra il pubblico

C’è il “Decamerone” con Accorsi, che poi incontra il pubblico

La Firenze del XIV secolo come metafora della società contemporanea, appestata non nel corpo ma nello spirito. E il bisogno profondamente umano di raccontarsi, di trovare rifugio nella letteratura,...

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La Firenze del XIV secolo come metafora della società contemporanea, appestata non nel corpo ma nello spirito. E il bisogno profondamente umano di raccontarsi, di trovare rifugio nella letteratura, per scongiurare il rischio di contagio. Decamerone: vizi, virtù, passioni è il secondo capitolo del progetto “Grandi Italiani” di Marco Baliani, Stefano Accorsi e Marco Balsamo, in scena al Teatro Comunale Abbado di Ferrara da domani a venerdì per il primo appuntamento del 2015 con la stagione di prosa. Sul palco, accanto ad Accorsi, troviamo Salvo Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu, Teresa Saponangelo e Nike Silippo, con scene e costumi di Carlo Sala; regia e adattamento teatrale a cura di Marco Baliani, drammaturgia di Maria Maglietta e disegno luci di Luca Barbati.

La struttura polifonica del testo (una selezione di sette novelle in bilico tra il sublime e il rozzo, il licenzioso e il poetico) ha il suo simbolo nel carro-furgone parcheggiato al centro della scena, casa e “teatro viaggiante” della Compagnia: un omaggio ai figli dei fiori, agli anni ’60, gli ultimi «in cui si è sperato di costruire qualcosa», dice Marco Baliani.

«Abbiamo scelto di raccontare alcune novelle del Decamerone - aggiunge Baliani -, perché oggi ad essere appestata è l’intera società. Ne sentiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli. In questa progressiva perdita di un civile sentire, ci è sembrato importante far risuonare la voce del Boccaccio attraverso le nostre voci di teatranti. Per ricordare che possediamo tesori linguistici pari ai nostri tesori paesaggistici e naturali, un’altra Italia, che non compare nei bollettini della disfatta giornaliera, con la quale la peste ci avvilisce».

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Comunale Abbado domani alle 21 (turno A), giovedì alle 21 (turno B) e venerdì sempre alle 21 (fuori abbonamento). Inoltre, giovedì alle 17 la compagnia incontrerà il pubblico al Ridotto del Teatro, in un appuntamento coordinato da Samuele Govoni, giornalista della Nuova Ferrara e dell’agenzia Ansa. Biglietti da 8 a 30 euro, in vendita online e in biglietteria. Info sul sito www.teatrocomunaleferrara.it o allo 0532 202675.

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