Un Boccaccio ancora attuale con l’interpretazione di Accorsi
La Firenze del XIV secolo come metafora della società contemporanea, appestata non nel corpo ma nello spirito. E il bisogno profondamente umano di raccontarsi, di trovare rifugio nella letteratura,...
La Firenze del XIV secolo come metafora della società contemporanea, appestata non nel corpo ma nello spirito. E il bisogno profondamente umano di raccontarsi, di trovare rifugio nella letteratura, per scongiurare il rischio di contagio. Decamerone: vizi, virtù, passioni è il secondo capitolo del progetto “Grandi Italiani” di Marco Baliani, Stefano Accorsi e Marco Balsamo, in scena al Teatro Comunale Abbado di Ferrara da oggi a venerdì, primo appuntamento dell’anno con la stagione di prosa. Sul palco, con l’attore bolognese, troviamo Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu e Nike Anna Silipo. Scene e costumi di Carlo Sala, regia e adattamento teatrale a cura di Baliani, drammaturgia di Maria Maglietta e disegno luci di Luca Barbati.
La struttura polifonica del testo (selezione di sette novelle in bilico tra il sublime e il rozzo, il licenzioso e il poetico) ha il suo simbolo nel carro-furgone parcheggiato al centro della scena, casa e “teatro viaggiante” della compagnia: un omaggio ai figli dei fiori, agli anni ’60, gli ultimi - ha dichiarato Baliani - «in cui si è sperato di costruire qualcosa». Speranze cancellate da una nuova epidemia di peste, quella della corruzione, che tanto ricorda la follia e la crudeltà del Medioevo ritratto da Boccaccio. Ecco allora l’esigenza di scacciare, anche se per poco, la paura del contagio, il bisogno di raccontare e raccontarsi, oggi come ieri, tra i privilegiati sfuggiti alla pestilenza del XIV secolo. Serve un modo per passare le giornate, servono storie - sentimentali, erotiche, anche ridicole - che aiutino a dimenticare, che rendano il mondo meno terribile; vite da prendere in prestito, per scordare quelle che si stanno faticosamente vivendo. A quasi settecento anni di distanza, Boccaccio dimostra così di saper ancora parlare di noi, delle nostre mancanze, ossessioni, virtù e passioni; e, partendo da una selezione di sue novelle, Baliani costruisce per Accorsi uno spettacolo in cui si dipana il mistero della vita stessa.
Lo spettacolo va in scena oggi, domani e venerdì alle 21. Domani alle 17 la compagnia incontra il pubblico nel Ridotto del teatro, in un appuntamento coordinato da Samuele Govoni della Nuova Ferrara.
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