Parla Cesarano «Trovate qui tre sepolture e resti animali»
Oltre alla nave cucita sono state rinvenute delle assi inchiodate «che si conservano meravigliosamente sulla base dello scafo», precisa l’archeologo Mario Cesarano. E, forse, sono il segnale del...
Oltre alla nave cucita sono state rinvenute delle assi inchiodate «che si conservano meravigliosamente sulla base dello scafo», precisa l’archeologo Mario Cesarano. E, forse, sono il segnale del restauro a cui la nave potrebbe essere andata incontro nel tempo. C’è poi il calafatato, cioé il cordame che tiene unita la prua e si vede la stiva, ma contrariamente all’altro rinvenimento, pare che questa nave fosse priva di carico. Sono però state trovate alcune monetine del diametro di 7-8 millimetri in bronzo ossidato, i cosiddetti nummi apparsi alla fine del IV secolo d.C. e diffusisi nel V sec. d.C., «Che potrebbero indicarci l’età dell’imbarcazione – prosegue Cesarano -, ma non è detto si trovassero a bordo».
Oltre ai frammenti ceramici e di brocche in vetro sono emersi frammenti ossei di bovino (3 crani di bue) e umani. «Nel nostro scavo sono state trovate tre sepolture - chiude l’archeologo-, una di persona molto giovane, che poteva avere 20-25 anni e a fianco la gamba di un bimbo, e queste sono sicuramente le tombe più meridionali della necropoli».
Ciò significa che coloro che abitavano nei pressi della pieve di Santa Maria in Padovetere arrivavano a seppellire i defunti sino alle sponde dell’antico alveo del Po, il quale scorreva proprio lì. (k.r.)
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